Commissione ricerca e cultura del Comitato europeo delle Regioni (Sedec) si è riunita per il suo secondo giorno di lavoro. Protagonista della discussione questa giornata è stato il “Programma Digitale Europeo 2021-27”.

La Commmissione si è riunita a Palermo e ha fatto focus sulla rivoluzione digitale, che arriva in Sicilia con la banda ultra larga: un modo per offrire alla Sicilia l’opportunità di superare i drammatici ritardi nell’industrializzazione e puntare ad una nuova prospettiva di sviluppo e di crescita economica.

banda-ultralarga-sicilia-2A organizzare la due giorni a Palermo è stato Gaetano Armao, presidente dell’intergruppo delle Regioni insulari del Comitato europeo delle Regioni (CdR) e vice presidente della Regione siciliana.

L’evento ha permesso di fare il punto sullo stato di avanzamento della spesa dell’Agenda digitale, il cui plafond in Sicilia supera i 300 milioni di euro, di cui ben 232 milioni sono destinati alla banda ultralarga.

In Sicilia sono stati già spesi già 75 milioni di euro, con la copertura di 142 comuni siciliani. L’obiettivo finale è di dare copertura a tutti i 390 comuni dell’isola. Il lavoro è stato svolto egregiamente, tant’è che la commissione Ue ha riconosciuto all’isola altri 55 milioni.

80 milioni, inoltre, verranno spesi per i servizi informatici e le infrastrutture immateriali, di cui 30 sono stanziati per la sanità digitale e 50 per la digitalizzazione dei processi e servizi di e-government, e-culture ed e-justice.

Continuando su quest’onda le previsioni sono quelle di rendere la Sicilia l’area più digitalizzata del Mediterraneo entro il 2022. Questo porterebbe non solo a una crescita a livello internazionale, ma anche alla creazione di importanti prospettive occupazionali.