Legambiente Sicilia ha deciso di donare una parte delle raccolta fondi avviata prima delle festività natalizie alla fondazione nazionale “È stato il vento”, che vuole rilanciare il modello Riace con il riavvio di progetti di integrazione e di accoglienza dei migranti sospesi da alcuni mesi. La raccolta fondi era stata realizzata nell’ambito della quinta edizione della campagna “Amore per il territorio”, attraverso la distribuzione dei panettoni Fiasconaro.

A ricevere idealmente il ricavato di questa operazione di solidarietà è stato, sabato scorso, Leonardo Neglia, sindaco di Petralia Sottana, chiamato appunto a rappresentare Re.co.sol. (la Rete dei Comuni Solidali di cui Riace è parte integrante) nell’ambito dell’incontro-dibattito sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza. L’incontro si è tenuto durante la tre giorni con cui Legambiente Sicilia ha inaugurato la sua nuova sede all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

«Quando, ad ottobre, abbiamo iniziato a programmare la nostra campagna – afferma Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia – ci siamo interrogati su quale potesse essere l’obiettivo solidale da perseguire. La notizia dell’arresto di Mimmo Lucano, e soprattutto le crescenti preoccupazioni sulle conseguenze negative che la vicenda giudiziaria avrebbe arrecato al proseguimento dell’esperienza di accoglienza e di inclusione da lui messa in atto, ci hanno determinato a destinare proprio a Riace una parte sostanziosa della raccolta fondi. La rete dei nostri circoli si è subito attivata su tutto il territorio nazionale ed alla tirata delle somme abbiamo potuto annunciare con orgoglio e soddisfazione il risultato a Re.co.sol.».

«Sappiamo che per Riace, così come per tante altre piccole realtà del nostro Paese, dopo l’approvazione e la conversione in legge del cosiddetto decreto-sicurezza, è diventato sempre più difficile portare avanti i progetti ed i programmi di accoglienza diffusa con cui, in questi anni, si è riusciti a fronteggiare il rischio di spopolamento, con tutti gli annessi e i connessi in termini di mantenimento dei servizi sociali essenziali per le popolazioni residenti. Per questo, a dispetto di chi dice che dovremmo occuparci meno di questioni umanitarie e più di difesa dell’ambiente, non abbiamo alcuna intenzione di desistere dal sostenere chi intende resistere, anche ricorrendo alla disobbedienza civile, per tenere in piedi quei progetti e quei programmi. Giustizia ambientale e giustizia sociale rappresentano per la nostra associazione obiettivi fondamentali ed inscindibili da perseguire e le nostre attività solidali, così come le nostre principali campagne, continueranno pertanto ad essere da noi condivise con chi ogni giorno cammina in questo solco».