C’è anche un esercizio commerciale delle Madonie tra i soggetti che hanno voluto dare il proprio contributo alla nuova missione umanitaria di Salvatore Cuffaro in Burundi.
Il Centro Ottico Madonie, con punti vendita a Petralia Soprana e Castellana Sicula ha deciso di donare 350 paia di montature e vetri che sono già partiti per l’Africa all’interno di un container insieme a beni di prima necessità e apparecchiature mediche.

Da quanto tre anni fa ha terminato di scontare la pena per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, l’ex governatore della Regione Sicilia ha deciso di dedicarsi interamente alla beneficenza ed al volontariato, in particolare in Burundi, uno dei paesi più poveri nel mondo.

Nel mese di Aprile l’organizzazione “Aiuti-Amo il Burundi” fondata da Cuffaro ha raggiunto un accordo con il governo locale per estendere l’assistenza sanitaria gratuita a parte della popolazione, e per inviare alcuni medici italiani volontari a prestare la loro professionalità nel paese.

Adesso Cuffaro torna in Africa per consegnare 120.000 euro raccolti durante una serata di beneficenza organizzata al Teatro Massimo di Palermo lo scorso Ottobre, e non solo.

Infatti, nel corso degli ultimi mesi la sua organizzazione ha raccolto generi alimentari non deteriorabili, vestiti, libri, ma anche computer dismessi ricevuti dall’Ospedale San Raffaele-Giglio di Cefalù e macchinari specializzati come attrezzature mediche, elettrocardiografi ed altro ancora.

Abbiamo chiesto a Paolo Aggiusti, titolare del del Centro Ottico Madonie, di raccontare il suo gesto di solidarietà.

Cosa l’ha spinta a contribuire a questa missione umanitaria?
«Il tutto è partito da alcune scorte di magazzino non più in vendita a cui dovevo trovare una sistemazione. Quando sono venuto a sapere della Onlus “Aiuti-Amo il Burundi” ho pensato fosse una buona idea donarli alla missione in modo che potessero essere utili a qualcuno. Tengo a precisare che tutti gli occhiali donati sono assolutamente nuovi, mai usati. Magari non all’ultima moda, ma ancora intatti». 

Ha avuto modo di incontrare direttamente Cuffaro, ha fiducia nella sua missione di beneficenza?
«Assolutamente si. Ho incontrato sua lui che il co-fondatore della Onlus, Stefano Cirillo. Ho consegnato i pacchi con gli occhiali di persona; loro li hanno aperti e contato gli occhiali. Mi hanno anche rilasciato la ricevuta di quanto donato: sono stati molto professionali, al contrario di altre associazioni con cui ho collaborato in passato».

In molti sostengono che data la quantità di persone che vivono in povertà in Italia e soprattutto in Sicilia, bisognerebbe concentrarsi su di loro prima di andare ad aiutare chi sta fuori. Lei cosa ne pensa?
«Non entro in queste polemiche. Ho avuto l’occasione di svuotare il magazzino e di donare gli occhiali a questa associazione, e sono contento di aiutare persone che ne hanno bisogno».