Scuola, associazionismo e istituzioni insieme per sensibilizzare la collettività sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e orientare i giovani a comportamenti consapevoli e improntati al rispetto degli altri.

Questo il senso del progetto promosso dall’Associazione Diritti Umani Co.Tu.Le.Vi. (Contro Tutte Le Violenze) con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Campofelice di Roccella, presentato nell’aprile scorso presso l’Aula Consiliare.

La manifestazione conclusiva si è tenuta  presso l’Arena Re e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del preside dell’Istituto Comprensivo “Giovan Battista Cinà” Fabio Pipitò e del sindaco Michela Taravella, soddisfatta per gli esiti dell’iniziativa che ha coinvolto anche la Polizia di Stato.

Michela Taravella

Le volontarie dell’associazione hanno portato a termine diverse iniziative con il contributo degli studenti coinvolti: i bambini della scuola primaria, nello specifico, hanno espresso le loro riflessioni all’interno di cartelloni con disegni e vignette dedicati al tema, mentre gli allievi della scuola secondaria di primo grado hanno realizzato e proiettato un cortometraggio dal titolo “Vivi a colori”.

Agli studenti del liceo scientifico è stata affidata la rievocazione delle drammatiche vicende che, in Italia, hanno condotto alla Legge 71/2017  che reca le “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del
cyberbullismo” ovvero la degenerazione virtuale del bullismo.

Un fenomeno nel fenomeno, che registra l’invasione dello spazio virtuale attraverso messaggi, immagini e video che esprimono odio e soprusi tra i minori e la cui diffusione sul web è facilitata dall’utilizzo degli smartphone.

Le parole chiave sono ferire, escludere, irridere, dileggiare fino all’inverosimile.

In Italia, fu la vicenda della studentessa novarese Carolina Picchio a indurre la politica a legiferare: il 5 gennaio 2013, la quattordicenne si tolse la vita lanciandosi dalla finestra di casa.

Mesi prima alcuni ragazzi  – dopo averla fatta ubriacare – avevano mimato atti sessuali nei suoi confronti, riprendendo le scene con il cellulare e pubblicando tutto su un gruppo  di whatsapp.

Da quel momento, era iniziata la discesa negli inferi dell’adolescente che trovò la sua pagina facebook invasa di insulti: davvero troppo per una ragazzina, seppure forte e determinata, bella, intelligente e sportiva quale Carolina era.

Il padre, Paolo Picchio, raccolse il messaggio lasciato dalla figlia suicida: «Le parole fanno più male delle botte» .

Prima firmataria della Legge «a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo» fu la senatrice Elena Ferrara, novarese, l’insegnante di musica di Carolina alle scuole medie di Oleggio.

Purtroppo quello di Carolina non è stato un caso isolato: i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, in Sicilia come nel resto d’Italia, sono in continua espansione, tanto è vero che il  Telefono Azzurro registra almeno un caso al giorno e denuncia un trend in crescita che vede come vittime bambini sempre più piccoli.

Nel corso della manifestazione, gli studenti sono stati premiati con delle targhe e ringraziati per l’impegno profuso nel contrasto a qualsivoglia forma di prevaricazione e violenza.

«Sono felice di potere offrire ai tanti giovani campofelicesi – ha affermato Taravella – uno strumento, in questo caso la progettualità, per scegliere, in modo consapevole e autonomo, il comportamento da tenere dinanzi a una piaga sociale così diffusa: conoscere è fondamentale per difendersi e dissociarsi».

Il sindaco ha ringraziato i dirigenti scolastici e i docenti che hanno collaborato allo svolgimento del progetto, la responsabile della sede Co.Tu.Le.Vi. di Campofelice di Roccella Ina Taravella, le psicologhe Debora La Barbera e Alessandra Dispensa e tutte le volontarie che, a vario titolo, hanno offerto il proprio impegno affinché l’iniziativa potesse realizzarsi nel migliore dei modi.