Il Comune di Gangi si è affidato all’Università di Palermo per le analisi dell’acqua potabile e per risolvere l’annosa criticità della presenza di metalli pesanti (alluminio e ferro).
Al professore Salvatore Nicosia, docente di “processi avanzati di trattamento sanitario-ambientale” ed esperto nella progettazione di impianti di trattamento delle acque è stato affidato l’incarico di redigere uno studio di fattibilità, propedeutico alla progettazione di un impianto per l’abbattimento delle concentrazioni di ferro e allumino nell’acqua addotta al serbatoio “Castello”.

Negli ultimi anni l’acqua potabile erogata dal servizio idrico comunale  non ha superato i rigidi controlli eseguiti dai laboratori dell’Asp di Palermo.
I risultati delle analisi, effettuate dal laboratorio di sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp, a seguito delle copiose piogge invernali hanno rilevato la presenza di metalli (alluminio e ferro) nettamente al di sopra dei valori consentiti dalla Legge, ovvero maggiori di 200 microgrammi/lt.

L’ufficio Tecnico del Comune di Gangi, dopo oltre 260 giorni si è determinato a dare seguito all’atto di indirizzo (se pur informale) del primo cittadino, che si era impegnato pubblicamente ad avviare le procedure per una risoluzione del problema, sollevato nei mesi scorsi dalla nostra testata e da un gruppo di cittadini attivi gangitani.

Sull’improvvisa accelerazione avrebbe influito anche il nuovo corso della giunta e la nomina di un assessore tecnico, in grado di contrastare il decennale scetticismo dell’Ufficio.
Giandomenico Lo Pizzo, delegato ai lavori pubblici, ha “forzato” affinché si nominasse il responsabile del procedimento (Rup) e si avviasse il percorso che dovrebbe portare lo stesso Ufficio a convincersi sulle effettive condizioni di  fattibilità dell’impianto e al conseguente dimensionamento della spesa.

Tutto questo dovrebbe avvenire dopo la lettura dello studio di fattibilità affidato dell’ingegnere Nicosia, che in laboratorio riprodurrà il processo di potabilizzazione e ne dovrebbe testare l’effettiva funzionalità.

Nicosia, a fronte di un costo veramente irrisorio (€ 2400.00 oneri compresi), consegnerà agli Uffici il capitolato di spesa per bandire (finalmente) la gara di fornitura e messa in opera di un impianto per il trattamento delle acque, che dovrebbe portare all’abbattimento dell’allumino  fino al 95 %

Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dei metalli pesanti, fonti del Ministero della Sanità, affermano che vi sarebbero “scarse indicazioni che l’alluminio per via orale eserciti una tossicità acuta nell’uomo”.
Ci sarebbero delle ipotesi che l’alluminio rappresenti un fattore di rischio per lo “sviluppo o per l’ accelerazione dell’ insorgenza del
morbo di Alzheimer nell’uomo”, si legge nei documenti ufficiali del ministero.
Tuttavia, al ministero i funzionari sono prudenti e interpretano gli studi con cautela: “molti fattori di confondimento non permettono
di stabilire dei nessi di causalità”.

Secondo i dati che ci ha fornito il Distretto Sanitario di Petralia Sottana, potrebbe non esserci nessun nesso di casualità con alcune patologie* legate al consumo di acqua potabile con presenza di metalli pesanti.
Eppure, a Gangi ad inizio anno risiedevano 6565 abitanti: di cui 17 con Alzheimer*, 37 affette da Parkinson*, 900 con patologie cardio vascolari*, 14 con disturbi comportamentali*, 57 con disfunzione renali* e 8 affetti da epilessia* (dati marzo 2019).

Al ministero sarebbero prudenti, noi di MadonieNotizie.it, nell’eterno dubbio siamo impazienti di riscontrare (finalmente) dati rassicuranti.