La definizione del Disegno di Legge istitutivo delle Zone Franche Montane in Sicilia è al rush finale. I componenti della Commissione per le Attività produttive dell’ARS, presieduta da Orazio Ragusa, hanno fatto propria la proposta del Comitato regionale pro ZFM e trasversalmente hanno sottoscritto, insieme ai presidenti dei Gruppi parlamentari,  lo “Schema di progetto di Legge da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto della Regione recante disposizioni concernenti l’istituzione delle Zone Franche Montane in Sicilia“.

Invariato il limite dei 500 mt slm

Tuttavia, sindaci e comitato hanno predisposto una lettera (clicca QUI per leggerne una) dove chiedono alle istituzioni regionali di mantenere invariato “il limite dei cinquecento metri slm”, previsto dall’articolo 1 della proposta.

Secondo i sottoscrittori  le uniche risposte che le istituzioni possono dare alle oggettive difficoltà della Sicilia sono: “fatti concludenti e riposo delle parole”.

Risollevare le aree più depresse

«Pensare di includere nelle ZFM le aree al di sotto dei 500 metri slm, non solo stravolge l’intento della norma, ma vanifica tutto lo schema di progetto che punta a far risollevare per prima le aree più depresse e spopolate della Sicilia»: lo dichiara Vincenzo Lapunzina, coordinatore regionale del Comitato Promotore per l’istituzione delle Zone Franche Montane, rivendicando l’impellenza delle piccole comunità interne di ricevere un trattamento equo, attraverso la fiscalità di sviluppo, per non “morire” di spopolamento.

Plauso al Parlamento siciliano

«La Legge obiettivo sulle  ZFM traghetterà la Sicilia in ambiti inediti- continua Lapunzina – poiché non si era mai verificato che la politica isolana partorisse una Legge di principio: l’isola non ha mai avuto il privilegio di avere una Legge di prospettiva, di ideale. Non possiamo che fare un plauso al Parlamento siciliano per la sensibilità che sta dimostrando, se pur con qualche diversità di approccio».

Condivisione istituzioni e amministratori locali

La proposta del Comitato, condivisa appieno anche dal presidente del Parlamento siciliano, Gianfranco Miccichè – oltre che dalle amministrazioni locali (i Consigli Comunali hanno prodotto 132 Ordini del Giorni a sostegno della Legge Obiettivo) – è quella di attirare uomini, capitali ed imprese, attraverso lo strumento vitale della defiscalizzazione.

Ma per farlo occorre un’apposita Legge: da qui, la proposta al vaglio dell’ARS, che dovrebbe essere esitata nei prossimi giorni.

Superati gli scetticismi politici e giunta ad un passo dall’approvazione, la proposta di Legge potrebbe registrare un ennesimo rallentamento dovuto ad una modifica che rischia di cambiarne la sostanza e di rendere il provvedimento poco credibile.

Infatti qualcuno potrebbe avanzare la proposta di includere nelle ZFM anche i Comuni ubicati al di sotto dei 500 metri sul livello del mare.

Ripresa economia siciliana

«Va sottolineato che – proseguono i 132 sindaci interessati – che, trattandosi di una Legge ordinamentale, di profondo orientamento politico, essa costituisce il quadro all’interno del quale s’intende avviare la ripresa dell’economia siciliana, partendo dai territori interni più svantaggiati, quelli montani, ovvero quelle comunità che insistono al di sopra dei 500 metri sul livello del mare».

Percorso celere

I sindaci aggiungono che, su proposta del Comitato, hanno predisposto una nota che verrà depositata lunedì 18 novembre e, per tale ragione, chiedono all’Ars e al Governo regionale di non stravolgere la proposta di Legge modificandone l’essenza, piuttosto di adoperarsi affinché segua un percorso celere di approvazione e di invio al Governo centrale.

Le aree di montagna della Sicilia perdono opportunità da:

Giorni
1
6
9
6
Ore
1
6
Minuti
5
9
Secondi
3
8