Il Comune di Polizzi Generosa non può usufruire dei servizi resi dallo Sportello Unico Attività Produttive “Suap Madonie Associato”, a seguito di una determinazione “unilaterale” da parte dell’amministratore unico della So.Svi.Ma. Spa, Alessandro Ficile.
La curiosa decisione è riportata anche sul sito istituzionale dell’Agenzia “a far data del 25.03.2019 questa Società, sospende unilateralmente il Servizio SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) in delega dal Comune di Polizzi Generosa”.

Lo sportello unico si occupa delle attività produttive dei ventuno Comuni che vi aderiscono, agevola le autorizzazioni per la  realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, l’ampliamento o il trasferimento, nonché la cessazione o la riattivazione delle suddette attività.

L’atto di sospensione non è piaciuto né al sindaco di Polizzi Generosa, Giuseppe Lo Verde né al responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, Fiorella Scalia. Nelle ultime settimane si è accesa una pesante contestazione, caratterizzata da uno scambio epistolare e l’ultima lettera ha il sapore della diffida.

Lo Verde e Scalia hanno inteso “censurare”  Ficile e l’architetto Salvatore Vigneri, definito  “presunto dirigente responsabile del Suap”.

Alla base della controversia ci sarebbero due questioni.

La prima sarebbe legata al coraggio che ha avuto il primo cittadino di Polizzi Generosa, ha messo in discussione gran parte dell’operato di Ficile. Lo Verde non condivide, apertamente, l’ingerenza di Ficile nelle scelte politiche che si effettuano nel territorio.

Il primo cittadino lo ha scritto chiaramente in una nota inviata ai colleghi sindaci: “i principi”, dettati dal presidente della So.Svi.Ma. Spa, “compromettono la libertà di scelta”.
Secondo Lo Verde apparirebbe “atipica l’intromissione di un organo diverso”, dai legali rappresentanti dei Comuni, per attribuzioni e competenze.

Oltre alla lesa maestà di Ficile, che avrebbe determinato la bizzarra presa di posizione rispetto al Suap, la responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune ha fatto emergere le criticità tecnico e procedurali in capo alla gestione del Suap (che si aggiungono alle molteplici che abbiamo evidenziato in questi anni, rispetto a ciò che accade in Viale Risorgimento 13/b) e ha proposto ai Comuni aderenti, di concerto con l’amministrazione, una modifica al regolamento approvato dai rispettivi Consigli comunali, “per una migliore funzionalità dello stesso servizio”.
Circostanza condivisa con diversi responsabili degli UTC dei Comuni aderenti, nel corso di una riunione che si è tenuta a Polizzi Generosa.

Pare che, da qualche tempo il Suap richieda ai responsabili degli UTC dei Comuni di sottoscrivere i provvedimenti autorizzativi rilasciati dallo Sportello. Quindi, nei provvedimenti autorizzativi, ci sarebbero apposte due firme: quella di Vigneri e quella dei funzionari comunali.

Secondo il capo dell’UTC di Polizzi Generosa questo modus operandi non sarebbe conforme al dettato amministrativo regionale e nazionale e la stessa avrebbe respinto  le carte inviatele da Vigneri per la sottoscrizione a latere.
Un corto circuito istituzionale che ha provocato la sospensione dell’iter di alcune pratiche pronte per la concessione delle autorizzazioni.

La scelta di Scalia, condivisa dall’amministrazione comunale, avrebbe portato alla sospensione del servizio, giudicata, dalla stessa, “oltremodo pretestuosa” in  quanto il “così detto responsabile Suap – si legge nella nota inviata a tutti i sindaci e all’Autorità Giudiziaria – ha emesso dal 2005 ad oggi innumerevoli provvedimenti autorizzatori finali di vario titolo con la sua sola firma e anche di valenza rilevanti quali l’Autorizzazione Unica Ambientale”.

Sindaco e responsabile dell’Utc sollevano anche una questione di grandissima rilevanza, mettono in discussione la legittimità della firma di Vigneri.
Secondo il regolamento Suap il responsabile del servizio dovrebbe essere un “dirigente responsabile, titolato ad emettere provvedimenti rilevanti verso l’esterno”. Secondo il Comune di Polizzi Generosa non “vi è contezza di tale circostanza negli atti prodotti dal responsabile del Suap”.
Vigneri non è un dipendente della pubblica amministrazione (dovrebbe esserlo per il ruolo che ricopre) e non sarebbe inquadrato con una qualifica adeguata.
L’architetto sarebbe titolare di un incarico professionale a seguito di due determinazioni del presidente della So.Svi.Ma. Spa., la prima  del 2005 e la seconda del 2011. Al 31 dicembre 2018 il libero professionista vanterebbe un credito – per fatture emesse – dalla So.Svi.Ma. Spa pari a € 19.646,00.

A questo punto al Comune vogliono vederci chiaro e hanno inviato una richiesta di accesso agli atti al fine di verificare le modalità di arruolamento di Vigneri e le regole di selezione.
Alla data del 10 giugno scorso la richiesta del 21 marzo non sarebbe stata ancora evasa! Una gravissima omissione, anche in considerazione del fatto che il Comune è socio della So.Svi.Ma. e, al tempo, sarebbe stato considerato “socio” del Suap.

Ma cosa c’è da nascondere? La pubblica amministrazione non dovrebbe essere allocata in una struttura di vetro?

“Tale modo di procedere – scrivono Lo Verde e Scalia – non trova conferma nel dettato amministrativo, danneggia gravemente gli utenti (che si sono visti respingere le richieste, ndr) e lede l’immagine dell’amministrazione comunale”.

In conclusione dal Comune di Polizzi Generosa lamentano che, da parte del “responsabile del Suap, la violazione della legge 241/90 e del dettato normativo in capo alla Legge 160/2010”, con le successive modifiche e integrazioni.

La replica alla posizione del Comune di Polizzi Generosa è stata resa da Ficile nel corso dell’ultima assemblea dei soci di So.Svi.Ma: “un Comune non può decidere di cambiare in maniera unilaterale le regole del gioco”. Secondo il patron dell’Agenzia: “ci sono delle regole e vanno rispettate”.

“Regole” che, secondo Scalia e Lo Verde, non troverebbero riscontri normativi. Secondo l’assunto del presidente della So.Svi.Ma., Lo Verde e Scalia avrebbero preso un abbaglio.

Parrebbe che in ogni attività emanata dagli Uffici di viale Risorgimento, sede dell’Agenzia di Sviluppo, ci siano delle criticità. La nostra testata in questi anni le ha evidenziate (quasi) tutte.

Tuttavia, c’è da rassegnarsi. Le Madonie, che aspirano a diventare Zona Franca Montana, si dovranno accontentare di altri vantaggi-scorciatoie.

L’essenziale è invisibile agli occhi.