Roma, Napoli e Palermo invivibili a causa dell’inefficienza dei trasporti, della carenza di pulizia e delle condizioni delle strade.

L’insoddisfazione dei residenti viene fuori da una ricerca realizzata da Confcooperative Habitat in collaborazione con CENSIS e Confcooperative.

Secondo il focus “Città, la crisi dell’abitare e la mappa dei disagi” persino a Sofia e Bucarest la qualità della vita sarebbe superiore rispetto alle tre città italiane, dove serpeggia un malessere sempre più diffuso, legato alla classe politica percepita come inadeguata.

Uno smacco per i sindaci delle rispettive città. A partire da Leoluca Orlando che, nei giorni scorsi, ha affermato come Palermo sia cambiata “grazie alla forza della vergogna”.

Una tegola, quella del rapporto CENSIS, che di certo non è sfuggita all’opposizione che invita il primo cittadino a mettere da parte i toni trionfalistici abitualmente utilizzati nelle interviste.

A parlare sono Elio Ficarra e Andrea Aiello, rispettivamente responsabile degli Enti locali per la provincia di Palermo e vice capogruppo in Consiglio comunale e vice coordinatore cittadino e consigliere della V Circoscrizione di Palermo.

Secondo i due esponenti del partito di Matteo Salvini, «Orlando è un uomo ormai stanco, che continua a prendere in giro i palermitani con operazioni di maquillage mal riuscite».

Il vero obiettivo del sindaco, secondo Ficarra e Aiello, sarebbe uno scranno a Roma in quota Pd, nel caso in cui si dovesse andare al voto anticipato per le nazionali.

Un accordo che sarebbe già pronto e che, secondo la Lega, rappresenterebbe  una vera e propria via di fuga che gli consentirebbe di abbandonare Palermo non essendo più capace di governarla e amministrarla.

«Prima il tanto annunciato e decantato piano di decoro che doveva dare alla città un nuovo volto – affermano –  poi il flop e il conseguente scaricabarile nei confronti dei dirigenti comunali rei di non aver compiuto il loro dovere e, dulcis in fundo, la teoria della ‘presenza di un’organizzazione criminale della quale però non si ha alcuna prova».

«Il solito ritornello demagogico di chi ormai è ai titoli di coda – proseguono i due consiglieri –  come rivela la classifica impietosa,  che evidenzia criticità e disagi che solo Orlando non riesce a vedere obnubilato dal suo ego infinito di re assoluto e immobile».