Ancora attacchi al vicepremier Matteo Salvini e alla Lega in relazione alla vicenda delle quote tonno, che pare ormai essere divenuta il terreno di scontro politico attorno al quale si concentrano, almeno in Sicilia, i conflitti interni al centrodestra.

Gli attacchi del presidente dell’ARS e commissario di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Micciché su facebook all’indirizzo del ministro e del sottosegretario alle Politiche agricole Franco Manzato non sono piaciuti a Elio Ficarra, consigliere comunale a Palermo e responsabile degli Enti locali della provincia della Lega, che interviene nel dibattito scatenatosi a seguito del decreto che ha assegnato quattordici tonnellate alla tonnara di Favignana.

« Lo sport preferito di Miccichè – afferma – sembra ormai essere diventato l’attacco giornaliero a Matteo Salvini: invece di svolgere il suo ruolo istituzionale, il presidente dell’ARS non perde occasione per offendere sia i tanti milioni di italiani che hanno votato Lega che tutti quei siciliani che hanno scelto di farlo».

Miccichè, nello specifico, ha bollato come “illegittimo” il decreto a firma del sottosegretario Manzato: secondo il presidente, le quote sottratte a Favignana sarebbero frutto di una scelta esclusivamente politica della Lega, testimoniata dal fatto che persino l’ufficio tecnico ministeriale di competenza si era rifiutato di firmare il decreto.

«Consiglio alla ditta Castiglione – suggerisce Miccichè su facebook – di ricorrere al TAR, il vero tonno è chi vota Salvini».

Un’ironia che, come prevedibile, non ha suscitato alcuna ilarità tra gli esponenti della Lega inasprendo semmai il dibattito in corso, che ha registrato la presa di posizione delle associazioni di categoria e del mondo produttivo, oltre che della politica.

Secondo Ficarra, transitato nel partito di Matteo Salvini la scorsa estate, « la Lega sta lavorando per il bene dei siciliani e continuare a gettare odio per tentare di strumentalizzare la legittima volontà popolare non servirà a drenare consenso, dicendo falsità».

Per il consigliere comunale,  occorre invece puntare su un centrodestra coeso, che non ammicchi al Partito Democratico: un esercizio che, secondo l’esponente politico palermitano, «Micciché svolge scientificamente, con accordi politici che hanno l’obiettivo, come lui stesso ha più volte dichiarato, di ammazzare la Lega».

Una posizione che collima con quella espressa dal commissario della Lega in Sicilia Stefano Candiani che di recente, nel corso di un’intervista, ha stigmatizzato le parole del presidente dell’ARS, esprimendo tutta l’indignazione del partito.

Per Ficarra, che proprio in Forza Italia ha mosso i primi passi in politica, quello di Miccichè sarebbe un atteggiamento che di fatto tradisce la storia del partito, tradizionalmente inserito in un’area, quella della destra moderata e liberale, che ben poco ha a che spartire con la sinistra.

«Probabilmente Miccichè incarna la figura dell’ultimo dei mohicani – conclude con una citazione cinematografica il consigliere di Sala delle Lapidi – con l’ossessione patologica di Matteo Salvini : un tentativo estremo che certamente non fermerà il cambiamento politico che è in atto nel nostro Paese».