Sembra essere a rischio la proroga per un altro anno della cassa integrazione per i lavoratori di Blutec e indotto. «Da Roma – scrive infatti in una nota il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta -, giungono voci che non rassicurano». Il primo cittadino chiede, così, una risposta da parte del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, il cui silenzio è «inaccettabile».

«A quanto sembra – recita la nota del sindaco -, i dirigenti del Ministero del Lavoro, a seguito della Ispezione effettuata presso lo stabilimento di Termini Imerese lo scorso mese di novembre, avrebbero acquisito elementi non proprio convincenti sullo stato di avanzamento del piano di reindustrializzazione proposto da Blutec,  già da allora i numerosi operai in attesa della agognata stabilizzazione della vertenza, cominciarono a percepire che qualcosa non andava».

Già la scorsa settimana, sindaco e rappresentanze sindacali hanno incontrato il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, per esprimere loro le preoccupazioni che sembrano concretizzarsi.

«È davvero disarmante – dichiara Giunta –, registrare l’inerzia e il silenzio del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che dopo la passerella dello scorso mese di ottobre e il comizio, dinanzi i cancelli dello stabilimento, nel corso del quale ha promesso mari e monti (ammortizzatori sociali per il 2019, coinvolgimento di FCA al tavolo della vertenza Termini Imerese), sembra essersi eclissato, preoccupato, piuttosto, di sostituire i tecnici del Ministero con uomini del M5S».

Il primo cittadino aggiunge: «Auspichiamo che l’importante rappresentanza parlamentare del Movimento, presente a Termini Imerese, possa farsi portavoce con il Governo al fine di sollecitare una soluzione che al momento sembra allontanarsi».

Sottolinea, poi, che da circa due giorni si cerca di contattare Giorgio Girgis Sorial, vice capo di gabinetto del Ministro Di Maio, ma senza successo.

«Termini Imerese – conclude Giunta – non potrà sostenere, ulteriormente, ritardi e mortificazioni».