Il mantenimento dei principi «di solidarietà e di equità tra le Regioni italiane» è stato chiesto dal governatore della Sicilia, Nello Musumeci, al premier Giuseppe Conte, in una lettera inviata dal primo dopo la seduta straordinaria della giunta regionale. Quest’ultima ha adottato una delibera che ribadisce l’importanza dell’autonomia come strumento di responsabilizzazione della classe dirigente locale e di maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.

La lettera nasce dalla valutazione degli effetti legati alla possibile approvazione del cosiddetto “regionalismo differenziato”. Un processo ancora in corso e con il quale tre regioni del Nord (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) chiedono al governo nazionale di trattenere gran parte del “residuo fiscale”, ovvero la differenza tra quanto viene raccolto in tasse in un territorio e quanto viene effettivamente speso al suo interno.

«L’applicazione del regionalismo differenziato – sottolinea Musumeci nella lettera al presidente del Consiglio Conte -, non può infatti mettere in pregiudizio il principio della perequazione, quale strumento di riequilibrio a sostegno delle Regioni deboli, anche sul piano infrastrutturale, e con minore capacità fiscale».

Nella nota, inoltre, si afferma poi che il proposito del governo regionale è che, «parallelamente al processo di regionalismo differenziato, si definisca il tavolo istituito presso il ministero dell’Economia, per dare finalmente compiuta attuazione a tutte le norme rimaste disattese dopo 72 anni dall’entrata in vigore dello Statuto Siciliano e per preservare la vita delle Province e delle Città metropolitane siciliane, salvandole dal prelievo forzoso loro imposto dallo Stato».

«La Sicilia, quale regione ad autonomia speciale – continua Musumeci – promuove e sostiene ogni processo di riorganizzazione delle Autonomie, nel rispetto del generale principio della unità indissolubile della Nazione» e rivendica, quindi, «il pieno rispetto dei principi contenuti all’articolo 10 della Legge costituzionale n. 3 del 18 novembre 2001 e conseguentemente il trasferimento anche alla Regione Siciliana di ogni nuova competenza attribuita alle Regioni ordinarie, ove già non assegnata».