Un percorso formativo finalizzato alla difesa dei siciliani e all’approfondimento di temi nevralgici quali l’insularità, lo sviluppo del Sud, le Zone Economiche Speciali e la vocazione naturale e produttiva della Sicilia.
Nasce all’insegna di questi obiettivi  la Scuola di Formazione Politica avviata da CambiAmolaSicilia, partito d’azione fondato su una piattaforma regionalista e lanciato agli inizi dell’anno scorso da Vincenzo Figuccia, deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Articolata in dodici moduli per la durata di un anno, la Scuola integra le lezioni in un assetto didattico attraverso un approccio dinamico:  nel calendario non sono previste soltanto le lezioni, tenute da docenti di alto livello, ma anche una serie di manifestazioni ed eventi e l’intervento di deputati, amministratori ed esperti del settore.

L’inaugurazione è avvenuta  presso gli spazi dell’Istituto Annibale di Francia, in via Castellana 110 a Palermo, alla presenza del segretario nazionale dell’UDC Lorenzo Cesa, in occasione del centenario del celebre “Appello ai Liberi e Forti” lanciato da Don Luigi Sturzo il 18 gennaio 1919 a Roma: una data che segna, di fatto, l’istituzione del Partito Popolare Italiano.

Malgrado il tempo trascorso, il discorso pronunciato presso l’albergo “Santa Chiara” rimane fortemente attuale e mette in luce la necessità di esaltare la centralità antropologica dell’essere umano, ritenuto riferimento primario di tutto: per citare le parole di Sturzo, «termine dei beni e dei vantaggi che crea le leggi che regolano il potere».

Uno degli avvenimenti in assoluto più importanti nella storia italiana del ventesimo secolo, la cui modernità è racchiusa nella lungimiranza di un pensiero che vede la politica non come un’occasione di profitto personale bensì come un’opportunità di servizio a tutela di valori non negoziabili che dovrebbero rappresentare il punto di riferimento di tutti gli amministratori e di coloro che, a vario titolo, governano le sorti culturali ed economiche della società.

Un messaggio, quello del presbitero di Caltagirone, che la Scuola di Formazione annovera tra le proprie ragioni fondanti.

«Vogliamo rilanciare e riattualizzare – spiega Figuccia – i principi di giustizia sociale, solidarietà e cooperazione propri del pensiero di Don Luigi Sturzo”.

Il sistema valoriale di riferimento è quello della dottrina sociale della Chiesa, con un occhio particolarmente attento alla nozione di autonomia della quale lo stesso Sturzo, come precisa il parlamentare regionale, era convinto sostenitore, all’insegna di un coinvolgimento collettivo che partisse dalla base, dai territori e dai Comuni.