Mangiare sano, riscoprendo vecchi sapori e antiche tradizioni. Sulle Madonie, nel cuore della Sicilia, è possibile farlo: l’azienda agricola Agroverdi di Saro Lodico e Andrea Delini, che si trova a Borgata Verdi – Petralia Soprana, offre questa opportunità, grazie alla filiera corta, dal produttore al consumatore, delle carni e dei tanti prodotti coltivati direttamente sul luogo, e ad alcune inziative volte a far conoscere la vita campestre, per ultima l’home restaurant.

La macelleria

Bovini e suini, questi gli allevamenti principali trattati dall’azienda che, dal 2012, ha pensato di aprire anche la macelleria omonima all’interno della borgata. Da qualche tempo, però, si sta cercando di introdurre pure la razza piemontese, con un più basso contenuto di colesterolo.

Non solo carne, nell’azienda agricola Agroverdi è possibile trovare tanti altri prodotti a km 0, dall’olio alla verdura di stagione coltivata nel proprio orto. Non mancano gli animali da cortile, come galline e conigli.

Ed è proprio la vita di campagna, con i suoi sapori genuini e il contatto diretto con una natura ancora incontaminata, che si vuol far conoscere ai visitatori tramite l’home restaurant, una sorta di ristorante ricreato in casa (in questo caso quella dei proprietari dell’azienda), dove chicchierare tra una pietanza e l’altra e gustare i prodotti raccolti poco prima dall’orto.

Il palmento

«Nella vita frenetica che ormai si conduce, spesso si preferisce mangiare piatti pronti. Noi invece prediligiamo il mangiare sano, puntando sul rispetto della natura e sul benessere degli animali, che si traduce in benessere per le persone», spiega Rosa Guadagnano, moglie di Saro Lodico.

Quest’anno è stato lanciata dall’azienda anche l’inziativa Affitta un filare”, per dare l’opportunità a chi non possiede un terreno di disporne una piccola porzione, dove coltivare ciò che si vuole, andando poi a raccoglierlo.

Ma l’azienda agricola Agroverdi è anche luogo di numerosi eventi e di visite guidate da parte delle scolarasche, che hanno la possibilità di entrare in contatto con gli animali e con vecchie tradizioni, grazie alla presenza, tra le altre cose, di un palmento, dove poter pigiare l’uva e in cui si trovano alcuni strumenti utilizzati in passato per la vendemmia.