“Note d’estate. Sfumature e colori nell’arte”: è il titolo della mostra fotografica collettiva che si terrà presso gli spazi del Castello La Grua Talamanca di Carini fino al 30 giugno prossimo.

L’esposizione,  che sarà inaugurata il 21 giugno alle 19:00, nasce da un progetto a cura di Daniela Martino, event manager nel settore organizzativo delle mostre pittoriche, personali e collettive, e dalla collaborazione con il gruppo Siciliando, grande community che vuole raccontare e diffondere la sicilianità nel mondo, in qualità di sponsor e partner.

Il titolo dell’evento artistico, la cui locandina è stata realizzata dalla pittrice Ambra Pavesi,  è legato al connubio tra due appuntamenti importanti che ricadono nella stessa giornata: la Festa della Musica, promossa e patrocinata dal MIBAC, e il solstizio d’estate.

Una fusione di note e colori nell’arte e nel fluire delle stagioni, che i fotografi declineranno attraverso la loro sensibilità.

«I loro nomi sono stati scelti con il cuore – spiega la event manager, che li segue da tempo dal punto di vista professionale – e in relazione al loro talento: possiedono qualità sorprendenti e con loro ho anche il piacere di collaborare attraverso la pagina facebook Siciliando’s art, che ospita e promuove artisti e vari eventi culturali».

I loro nomi sono Egidio Amelio, Alessandra Buttitta, Roberto Di Modica, Roberto Madonia, Vincenzo Perricone e Guido Antonio Sorano.

Egidio Amelio, napoletano, ha iniziato a fotografare a fine anni ottanta, da adolescente: cresciuto con dispositivi e pellicole – è nato nel 1974 – ammette di essersi convertito al digitale a malincuore; i suoi fotografi preferiti sono Robert Capa, Henri Cartier Bresson ed Elliot Erwitt.

Si definisce “ostile” alle pesanti elaborazioni o post produzioni, comunque indispensabili dopo l’avvento del digitale.

«Mi piace – afferma – descrivere una foto e la successiva post – produzione come una donna: se è bella, necessita solo di un filo di trucco e non di chirurgia plastica che la fa sembrare innaturale e talvolta anche goffa» .

Per Alessandra Buttitta, si tratta della prima mostra fotografica collettiva: appassionata di fotografia già dai tempi dell’accademia, ha iniziato utilizzando fotocamere analogiche e solo da qualche anno usa una reflex digitale.

Gli studi pittorici compiuti hanno influenzato la composizione dei suoi scatti: come lei stessa spiega, rappresenta ciò che vede come fa un pittore con la sua tela; ama soffermarsi sui particolari e predilige la fotografia d’architettura.

«Mi ritengo una neofita – chiarisce – alla luce del cambiamento drastico tra la pellicola e la digitale, ma la passione mi porta a impegnarmi e ad approfondire la conoscenza di questo mondo affascinante».

Roberto Di Modica è un libero professionista che, nel tempo, ha sviluppato la passione per l’arte fotografica : un amore che lo accompagna sin da giovanissimo, congiuntamente alle moto.

Un binomio ideale, dal quale Di Modica trae tutt’oggi, in parte, ispirazione per i suoi scatti:  per lui si tratta della prima esperienza nell’ambito di una mostra.

«Ho iniziato con le diapositive – spiega – e mi piace ancora quel gusto nostalgico e retrò che si portano dietro le immagini proiettate su un telo ma adeguarsi alle novità è stato un imperativo assoluto e pertanto, alcuni anni addietro, ho comprato una compatta e ho cercato di perfezionare, da autodidatta, l’antica passione per quella che considero, da modesto principiante, una forma d’arte complessa e capace di cogliere forme e stati d’animo, al pari delle discipline pittoriche».

Non un un professionista della fotografia, ma un amante dell’arte fotografica: così si definisce Roberto Madonia, palermitano, classe 1981, laureato in Economia e dipendente presso un’azienda della grande distribuzione organizzata.

Il suo accostamento al mondo della fotografia risale agli anni universitari.

«Ero affascinato – spiega – dall’idea di racchiudere in un’immagine una storia, un’emozione o semplicemente un bel paesaggio, ma le prime foto in analogico rappresentavano un limite alla mia voglia di raccontare, i rullini avevano un costo e non esisteva la libertà di scatto che c’è oggi”.

Dopo un periodo di lontananza dal mondo della fotografia, che lui stesso definisce troppo lungo, motivato dagli impegni di un lavoro stabile, ha acquistato la sua prima Reflex e da allora non si è più fermato, partecipando anche a corsi e privilegiando dapprima paesaggi e poi realizzando reportage, principalmente sul mondo del lavoro.

Ha preso parte a collettive – anche con pittori – e a qualche concorso fotografico; ha esposto all’Orto Botanico in occasione del contest “Plastic free”.

Vincenzo Perricone è il fondatore del gruppo social Siciliando che mette insieme oltre sessantamila iscritti , accomunati dall’amore per la Sicilia e per la sicilianità in tutte le forme, dalla storia fino ai talenti artistici e letterari: elementi che rappresentano motivi di ispirazione per i suoi scatti.

Manager in uno degli istituti bancari più importanti d’Italia, ama la fotografia pur non essendo un professionista: è sempre alla ricerca di soggetti o paesaggi che rendano le immagini “parlanti”, ama viaggiare , scoprire luoghi nuovi e la musica che da sempre accompagna le sue serate.

Guido Antonio Sorano ama la fotografia e la pittura. Palermitano, laureato in giurisprudenza, ha ricoperto il ruolo di direttore del Banco di Sicilia : il suo interesse per la fotografia risale all’età di diciassette anni.

«Dalla Rollei analogica con obiettivo fisso – racconta – che portavo nelle rare gite domenicali o in viaggio con la famiglia, sono passato alla mia Reflex Nixon F301 che custodisco ancora gelosamente».

Una sorta di “scatola magica” che lo incuriosiva, a tal punto da orientarlo allo studio della fotografia per perfezionarsi, approfondendo la tecnica e imparando gli errori.

Come tutti, anche lui nel 2005 ha “subito” l’evoluzione” dell’era digitale, acquistando una Nikon d90, successivamente venduta, fino all’attuale full frame Nikon d800.

Ama fotografare la natura, i paesaggi, la città.

A ciascuno di loro, sarà riservato uno spazio dove esporre due fotografie – della misura di 50 x 70 – all’interno della Sala delle Capriate dell’edificio.