“Caravaggio e dintorni. Il mio omaggio a Michelangelo Merisi”: è il titolo dell’ultima opera di Maurizio Lucchese, in arte Mauri Lucchese, a cura di MA.LU. edizioni.
L’opera è un tributo all’arte, classica e rivoluzionaria al contempo, di uno dei più celebri pittori italiani di tutti i tempi, vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, un periodo storico marchiato dalla Controriforma cattolica e attraversato da inquietudini e contraddizioni morali, culturali e politiche, oltre che religiose.

Per l’autore, si tratta del terzo libro dopo “Palermo monamour” e “La Real Palatina”: nuovo tassello di una produzione letteraria che si inserisce tra le varie declinazioni artistiche di Lucchese, allievo di Renato Guttuso, pittore – al suo attivo vanta oltre cinquanta personali e numerose collettive – e attento conoscitore della sua città, alla quale ha donato la “Tela Ballarò” e una gigantesca riproduzione de “La Vucciria”, entrambe esposte a Villa Niscemi, sede di rappresentanza del Comune.

Nella prefazione del libro a cura della pittrice Ketty Tamburello, si evidenzia tutta l’ammirazione di Mauri Lucchese per il genio della luce, personalità tortuosa e irrisolta, protagonista assoluto di una vita vissuta al cardiopalma, tra drammatiche oscillazioni di potere e gloria, disonore e disprezzo, violenza, dissoluzione sessuale e fughe: eppure, detentore di un talento strabiliante che esercitò un’influenza profondissima sulla pittura barocca, determinando addirittura la nascita di una corrente pittorica definita caravaggismo.

La prima parte del libro – che si avvale della ricerca iconografica dell’autore e del fotografo Marco Torcivia – esplora la vita dell’artista bergamasco, ripercorrendo gli anni più significativi del “pittore maledetto” e consegnando al lettore la descrizione di alcune delle sue opere più significative: dal “Bacchino malato” fino alla celeberrima “Deposizione nel sepolcro”, passando per “I bari” , la “Cena di Emmaus”, la “Testa di Medusa” il “Riposo durante la fuga in Egitto”, la “Conversione di San Paolo” e il “Martirio di San Pietro”: capolavori assoluti che vedono protagonista la luce, tratto espressivo per eccellenza dell’inarrivabile maestro e mezzo attraverso il quale egli manifestò a tutto tondo i propri giudizi morali sulla realtà.

La seconda parte riguarda i proseliti del Caravaggio e il potentissimo impatto che la sua opera produsse non solo dal punto di vista artistico, ma anche sulla mentalità dei contemporanei, dando vita a un gran numero di imitatori.

Se, da un lato, il carattere insubordinato e l’incapacità di adattamento alle regole del pittore contrastano apertamente con la nozione di “scuola”, è altrettanto vero che esiste un dibattito storiografico al riguardo, così come è possibile enucleare alcuni artisti oggettivamente influenzati da Caravaggio, quali Orazio Gentileschi, Orazio Borgianni, Carlo Saraceni, Bartolomeo Manfredi, Valentin de Boulogne, Giovanni Battista Caracciolo e Artemisia Gentileschi, nomi ai quali l’autore dedica un excursus a conclusione del libro.

“Caravaggio e dintorni” conferma Mauri Lucchese tra le personalità più influenti e colte del panorama palermitano, capace di rendere fruibile alla collettività l’immenso patrimonio artistico e architettonico nazionale.

Durante i lavori di una conferenza tenutasi di recente a Palermo presso l’Oratorio di San Lorenzo, Lucchese ha annunciato il prossimo ritrovamento del dipinto della “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi”.

Secondo lo studioso, la vicenda dell’opera del Caravaggio rubata in città nel 1969 sarebbe vicina alla risoluzione : un detective olandese sostiene infatti che essa sarebbe già in possesso di una famiglia di nobili siciliani.

L’auspicio è che la Natività possa tornare sopra l’altare dell’Oratorio entro l’anno in corso.