Un romanzo autobiografico che affronta il delicato tema dell’adozione nella sua accezione più intima, analizzando il rapporto fondamentale, seppure attraversato da conflittualità e disagi, con la famiglia non biologica e la necessità di riscoprire le origini che rimandano ai genitori naturali.

L’autore del libro, dal titolo “Il profumo della speranza” pubblicato da Armando Editore,  è il trentatreenne Paolo La Francesca, agente della Polizia di Stato, fondatore e presidente dell’associazione “Hands for Adoptions”:  il giovane, nato a Itamaraju Bahia, è stato adottato, subito dopo la nascita, da una famiglia trapanese.

L’autore del libro Paolo La Francesca

L’opera, a seguito del successo ottenuto in Italia, è stata tradotta in portoghese (con il titolo “O perfume da esperança ”), lingua ufficiale del Brasile dove sarà presentata dallo stesso La Francesca a San Paolo, per quattro giorni – dal 6 al 9 novembre – in occasione della Giornata Mondiale delle Adozioni; un appuntamento con i lettori è previsto altresì a Vila Mariana, sede della casa editrice Paulinas.

Insieme al giovane scrittore, Giuseppe Arnone, presidente della Fondazione “Italiani in Europa” che ha attivato una collaborazione con l’associazione e stretto un’amicizia profonda con Paolo.

Giuseppe Arnone presidente della Fondazione “Italiani in Europa”

La storia di Paolo è quella di un giovane uomo andato alla ricerca delle proprie radici per ritrovare, a circa trent’anni di distanza temporale, la madre biologica.

Un’impresa difficilissima, anche in considerazione dell’esiguità degli elementi a disposizione per rintracciare la donna: a giocare un ruolo decisivo è stato Facebook perché, proprio visitando le pagine relative alla zona di nascita nel Paese sudamericano, La Francesca è risalito alla genitrice naturale.

Tutto è accaduto attraverso un’emittente radiofonica carioca, “Rismar Santana”, contattata dal giovane: è stato proprio grazie all’appello lanciato e al racconto della storia che tutto si è messo in moto, con l’intervento di un parente della donna.

Rosilene Evangelista Neves, questo il nome della mamma di Paolo, ha  contattato il ragazzo e, dopo quattro mesi, i due si sono incontrati in Brasile.

L’associazione fondata dal giovane insieme ad altri ragazzi adottati – Gaspare La Porta, Jyothi Aimino, Livio Donato, Felipe Parisi – si occupa di adozioni e ricerca delle origini, sostenendo le famiglie adottive nella delicata fase dell’accoglienza dei figli, attraverso l’ausilio di figure specializzate nel campo della psicologia, della mediazione familiare e dell’assistenza sociale e la promozione di sportelli d’ascolto e supporto.

L’attività di “Hands for Adoptions” è stata ufficialmente illustrata al Senato della Repubblica ed è operativa su tutto il territorio nazionale.

Il libro è stato già presentato al pubblico in diverse occasioni: presso l’Università di Trapani nell’ambito  di un convegno dedicato alle adozioni, in Toscana, in Piemonte, presso le librerie Mondadori di Pinerolo e Rivoli, a Roma presso il Senato della Repubblica e nel corso di alcune trasmissioni televisive.