«Da parte del governo nazionale c’è il massimo impegno nel trovare la soluzione per i lavoratori di Termini Imerese che meritano la priorità. Blutec, spacciata dalla politica con l’avallo di alcuni sindacati come unica realtà in grado di rilanciare la produzione e dare occupazione, deve immediatamente rispettare i vincoli che le sono stati concessi dal Governo».

A dichiararlo sono i portavoce M5S di Termini Imerese Luigi Sunseri (Ars),  Antonella Campagna e Loredana Russo (Senato della Repubblica) a proposito della necessità dei lavoratori ex Fiat di ricevere la cassa integrazione. Dichiarazioni che arrivano dopo le recentissime proteste degli operai e dei sindacati – FiomCgil, FimCisl e Uilm – della Blutec termitana contro il silenzio del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio (leader dei pentastellati), e finalizzate a chiedere un incontro urgente al Mise.

«Blutec deve rispettare gli impegni ufficiali presi con il Ministero – spiegano i portavoce M5S – il Mise è disponibile ad attivare tutte le iniziative tese a supportare il rilancio del sito e a tutela dei lavoratori e ad oggi permangono le condizioni per l’Accordo con Invitalia, purché Blutec provveda al pagamento dei 2,5 milioni di euro (acconto già dovuto per la sottoscrizione del primo Accordo con Invitalia). Le risorse pubbliche degli ammortizzatori sociali vengano utilizzate per rilanciare le imprese o favorire la continuità produttiva e non come mero escamotage economico contabile da parte delle aziende».

«In caso contrario questo territorio dovrà essere liberato da questa nube che ci ha condotto ad un ritardo atavico nello sviluppo del territorio. Anche in quel caso – sottolineano Sunseri, Campagna e Russo – il Mise starà al fianco dei lavoratori. Ci preme inoltre sottolineare che non esistono informazioni ‘ufficiose’ ma mere speculazioni politiche da parte delle istituzioni locali che hanno deciso di far politica sulla pelle dei cittadini rischiando di compromettere un processo industriale che per loro responsabilità non ha mai permesso il rilancio di un’area importante del nostro Paese».

Anche Davide Aiello, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Commissione Lavoro alla Camera dei deputati, si esprime in merito alla questione dello stabilimento termitano. «È il momento – dice – che l’azienda dimostri di voler puntare seriamente sul rilancio delle attività e nel riassorbimento dei lavoratori, versando per prima cosa la rata inerente la restituzione del contratto di sviluppo revocato da Invitalia per gravi inadempienze».

«Le aziende che hanno usufruito degli ammortizzatori, secondo l’articolo 42 del dlgs 148/2015, e che hanno ulteriormente proseguito la Cigs, in base all’articolo 22 bis del medesimo dlgs – continua Aiello -, hanno ricevuto o riceveranno le verifiche ispettive per controllare che gli ammortizzatori non fossero utilizzati solo fini a sé stessi, ma che ci fossero degli sviluppi dei piani industriali dichiarati».

Aiello precisa poi che «si tratta di soldi pubblici che servono a rilanciare imprese e garantire ammortizzatori sociali e non a truffare lo Stato permettendo ai prenditori ed a chi li favorisce sul territorio di utilizzare escamotage economico contabili. Se qualcuno vuole mettere in discussione tutto ancora una volta deve assumersene la responsabilità nei confronti dei lavoratori in primis, il piano del Ministero punta a garantire la tutela delle persone e al contempo il rilancio dell’azienda».

 

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