Con il 92,7% di consenso (pari a 267 voti), Maurizio Landini è stato eletto nuovo segretario della CGIL, il più grande sindacato italiano, nella giornata di ieri durante il Congresso nazionale della Cgil a Bari. Una sfida vinta a pienissimi voti e che celebra l’avvio di una nuova fase per il «sindacato del cambiamento», come lo ha definito lui stesso da nuovo segretario generale.

Prima dell’elezione, Landini aveva detto: «Se attraverso il voto segreto mi darete la vostra fiducia, questo significa un vincolo e un mandato preciso: guidare una Cgil unitaria e dare continuità a quello che abbiamo fatto in questi anni» e ancora «La Cgil o è una o non è, o è plurale o non è».

Subito dopo essere stato eletto, il sindacalista emiliano ha commentato: «È una grande prova di unità, di democrazia».

Maurizio Landini succede a Susanna Camusso, in carica dal 2010. A fianco del nuovo segretario generale ci saranno i due dirigenti Vincenzo Colla e Gianna Fracassi scelti come vice segretari.

Dalla Camusso, quindi, Landini raccoglie il testimone e la ringrazia perché «ha dimostrato grande capacità di ascolto e di autonomia».

Nel suo discorso di presentazione all’assemblea, come nuovo segretario generale della CGIL, Landini è stato molto chiaro. «Ho pensato di fare due cose subito, chiare: ieri sera sono andato ad un’assemblea dell’Anpi a Bari per dire che la resistenza contro il fascismo non è finita e la dobbiamo continuare tutti insieme. Oggi vado al Cara di Bari-Palese, quelli che il governo vuole chiudere. Noi andiamo lì», perché «questa Cgil ha un’altra idea di società, noi vogliamo cambiare il Paese, noi siamo il sindacato del cambiamento, non Salvini, la Lega che ci sta portando indietro».

Inizia così a delineare una linea “dura”. Del resto, Landini è considerato uno dei più radicali tra gli alti dirigenti della CGIL, dove ha trascorso ben trent’anni dei suoi 57 anni di età. A 25 anni è diventato delegato sindacale.

Dopo aver guidato la FIOM (la più radicale e battagliera tra le federazioni della CGIL) fino al 2017, entrò a far parte della segreteria federale della Camusso. Da segretario della FIOM, Landini si scontrò diverse volte con l’allora amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne. E spesso venne in Sicilia, a Termini Imerese, per sostenere le lotte degli operai della FIAT (oggi Blutec).

Non sono stati pochi gli scontri avuti con i governi passati, anche di centro sinistra, e altri se ne prevedono con il governo in carica, del quale non condivide la legge di bilancio considerata «miope e recessiva» e che «non assume la stabilità e la qualità del lavoro quale bussola del cambiamento economico e sociale». Contro le misure economiche del governo, Landini ha annunciato di essere presente alla manifestazione del 9 febbraio a Roma, organizzata dai tre sindacati CGIL, CISL e UIL.