Un biglietto di sola andata per Roma, alla volta del Mise, per avere risposte concrete da parte del governo sulla “vertenza Termini Imerese”. A questo risultato sono giunti gli 11 sindaci del comprensorio terminano e madonita e della città Metropolitana che, nella mattinata di ieri (11 febbraio) si sono radunati dinanzi i cancelli dello stabilimento Blutec insieme a sindacati e lavoratori. Partiranno domani (13 febbraio) e non faranno rientro in Sicilia senza risposte concrete da parte del governo.

Tutti chiedono la convocazione di un tavolo tecnico sulla questione Blutec di Termini Imerese. Gli undici primi cittadini hanno anche firmato ed inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e al ministro Luigi Di Maio.

Se la richiesta verrà disattesa – avvertivano nella nota congiunta – i rappresentanti degli enti locali interessati si recheranno a Roma, al MISE, per avere i dovuti chiarimenti sullo stato del piano di reindustrializzazione del sito termitano. Ma la decisione di “imbarcarsi” per Roma è poi arrivata a margine dell’assemblea: una delegazione di sindaci, insieme ad una rappresentanza di operai e di sindacati andranno al Mise chiedendo (pur non convocati) di essere ricevuti dal Ministro Di Maio.

Assemblea dei sindaci, lettera e viaggio per Roma seguono le proteste messe in campo da lavoratori e sindacati che, nei giorni passati, hanno occupato lo stabilimento termitano e la sede storica del comune per chiedere un incontro urgente con il ministro Di Maio, il rinnovo della Cig per il 2019, il coinvolgimento di FCA al tavolo ministeriale sulla re-industrializzazione del sito siciliano e prospettive di sviluppo per il futuro dello stabilimento.

I sindaci sottoscrittori – Leoluca Orlando (Città Metropolitana di Palermo), Francesco Giunta (Termini Imerese), Pippo Abbate (Lascari), Roberto Paragona (Sciara), Nicasio Di Cola (Caccamo), Filippo Dolce (Aliminusa), Salvatore Geraci (Cerda), Rosario Lapunzina (Cefalù), Leonardo Ortolano (Trabia), Antonio Rini (Ventimiglia di Sicilia), Michela Taravella (Campofelice di Roccella) – sono preoccupati maggiormente per la mancanza di un riscontro da parte del ministro Di Maio, nonostante le sollecitazioni del governatore Musumeci, del prefetto di Palermo e dell’amministrazione comunale di Termini Imerese.

Per gli amministratori locali è il periodo più buio in 17 anni di vertenza. Per questo, domani a Roma, chiederanno che «venga convocato un tavolo ministeriale che fornisca i dovuti chiarimenti sullo stato del piano di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese e se, soprattutto, Blutec sia in grado, da sola, di sostenerlo».

«L’inerzia e il silenzio del governo ed in particolare del ministro Di Maio su una vicenda che sta assumendo sempre di più i contorni del dramma sociale – ha dichiarato il sindaco Francesco Giunta -, ha riunito tanti sindaci del comprensorio che, al di là degli staccati politici hanno voluto far sentire la loro voce di dissenso per un atteggiamento a dir poco superficiale  che sta mettendo a dura prova la pazienza di oltre mille lavoratori».