Dopo giorni di proteste e sollecitazioni da parte di tanti soggetti, anche amministrativi e politici, il governo nazionale ha convocato il tavolo sulla Blutec di Termini Imerese al Ministero dello sviluppo Economico per il prossimo 5 marzo. All’incontro parteciperanno il Ministero del Lavoro, Invitalia, l’azienda e le organizzazioni sindacali. Lo ha reso noto il ministero con una nota.

La notizia è arrivata anche dai portavoce del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri (Ars), Antonella Campagna e Loredana Russo (Senato) e Maria Terranova (consiglio comunale Termini Imerese). «Il tavolo – hanno detto -, servirà a verificare le tempistiche, concordate in sede di tavolo ministeriale del 19 dicembre 2018, l’avanzamento e la ripresa delle produzioni, nonché la sottoscrizione degli accordi e dei contratti menzionati in precedenza dall’azienda e la programmazione del progressivo riassorbimento delle unità lavorative».

Ma se per i pentastellati si tratta dell’«ennesima dimostrazione della pronta risposta dell’attenzione che il governo Conte ha per i lavoratori di Termini Imerese», per sindacati, operai, amministratori locali non è così.

«La data del 5 marzo è inaccettabile – ha commentato Roberto Mastrosimone, segretario territoriale Fiom Cgil -, conferma il disinteresse rispetto a una situazione esplosiva. I lavoratori dovrebbero aspettare quasi un mese, intanto il piano di re-industralizzazione rimane fermo e non c’è copertura della cassa integrazione. Domani noi saremo assieme ai sindaci davanti al ministero per protestare». Inoltre, per la Fiom Cgil è “grave” che tra i destinatari della convocazione non ci sia il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, «perché il sindaco rappresenta la città».

Per la Uilm Palermo è «troppo tardi» e le proteste non si sospenderanno. «È una scelta scellerata – dice Vincenzo Comella, segretario Uilm Palermo -. Domani (13 febbraio, ndr) partiremo comunque per Roma. Vogliamo subito risposte e garanzie sul rinnovo della cassa integrazione per il 2019 e il futuro dello stabilimento ex Fiat, come tra l’altro promesso dal governo nazionale. Non abbiamo intenzione di perdere altro tempo. Il ministro Di Maio ci incontri domani».

Anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando è critico. «È una vergogna», dice per il mancato invito al sindaco di Termini Imerese e perché «il Mise se la prende comoda».

«Il governo nazionale – spiegano Sunseri, Campagna, Russo e Terranova – ha dato seguito a quanto effettivamente annunciato dal ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio davanti ai cancelli della Blutec le scorse settimane, avendo peraltro già dato l’avvio all’esame congiunto per la cassa integrazione e firmato il 7 gennaio scorso in sede di Ministero del Lavoro l’accordo per il rinnovo della cassa integrazione, ora al vaglio degli ispettori e dei tecnici del Ministero che, come da procedura e da tempistiche, in questi casi stanno procedendo con le relative verifiche, essendo risorse pubbliche che vengono erogate sotto vincoli ben determinati».

«Morale – sottolineano i portavoce M5S –, la parte politica del MISE e del Ministero del lavoro ha avviato l’iter per la cassa integrazione firmando l’accordo in sede ministeriale. Una procedura che prevede una serie di passaggi tecnici e il coinvolgimento anche di organismi giudiziari, con tempistiche ben definite che i sindacati conoscono benissimo».

E non risparmiano attacchi ai sindacati. «Ci sorprende pertanto l’accanimento con il quale taluni rappresentanti sindacali – criticano i pentastellati -, unitamente ad alcuni esponenti di partito, si siano scagliati contro l’unico governo che ha dato una risposta immediata alle macerie lasciate dalla politica e da un’azienda che di fatto non sta producendo nulla».

Nel comunicato congiunto c’è spazio anche per il Carnevale Termitano 2019, sponsorizzato dalla Blutec. Tale sponsorizzazione, è il loro parere, «dimostra in ogni caso il fatto che esistono rapporti tra l’amministrazione comunale termitana e l’azienda. Pertanto, sollecitiamo il comune di Termini Imerese a voler rispondere in tempi celeri alla richiesta ufficiale di accesso agli atti per capire secondo quali dinamiche e criteri sia avvenuta tale sponsorizzazione. Il fatto che un’azienda non paghi i lavoratori e non corrisponda quanto pattuito con Invitalia per il prosieguo della cassa integrazione, ma sponsorizza un Carnevale, è ovviamente un aspetto che incuriosisce noi e probabilmente potrà interessare anche agli organi giudiziari».

«Stigmatizziamo assolutamente però il comportamento irresponsabile di chi fa leva sullo scoramento dei lavoratori – concludono Sunseri, Campagna, Russo e Terranova – che non ricevono le spettanze, per soffiare sospetto e rabbia contro l’unica parte politica che sta provando a risolvere una questione che va colpevolmente e innegabilmente avanti da troppi anni».

Sul Carnevale Termitano replica il segretario Fiom Cgil Roberto Mastrosimone. «A noi non interessa la polemica del contributo di Blutec al Carnevale di Termini Imerese, pari a 10 mila euro – afferma il sindacalista –. Spostare l’attenzione su questo mentre mille lavoratori sono senza Cig e senza prospettiva industriale è inaccettabile e deplorevole. Suggerirei, a chi di competenza, di mantenere gli impegni presi dal ministro Luigi Di Maio il 26 ottobre davanti agli operai, cioè 3 mesi e mezzo fa. I decreti di finanziamento della Cig vengono firmati in un mese come dimostrano le carte, questa è la verità. Se poi Blutec è inaffidabile o “prenditrice”, come la definì il ministro, allora si trovi un’alternativa e si coinvolga Fca come ha detto Di Maio».

Critica, in una nota, pure la segreteria generale della Fiom Cgil per la quale «il silenzio del governo su tante, troppe vertenze, sta causando la perdita di reddito, di lavoro e di possibilità di risanamento per tante imprese e tanti lavoratori». Nel caso della Blutec di Termini imerese i lavoratori «stanno perdendo la speranza di poter vedere nuovamente produttivo il loro stabilimento». «Non si può aspettare così a lungo – aggiunge la nota –. Serve al più presto definire un serio piano industriale e occupazionale non disgiunti dalle intenzioni di FCA sulle future commesse. Peraltro, è scaduta la cassa integrazione che sta lasciando i dipendenti Blutec senza alcuna protezione. È una condizione comune a molti altri situazioni. Per questo abbiamo più volte chiesto al Mise, insieme a Cisl, Uil e Confindustria di rivedere le norme sugli ammortizzatori sociali. È assolutamente urgente farlo».