Nell’attesa del viaggio a Roma di domani, in vista del sit-in davanti al Mise, e della convocazione che non arriva, i sindacati e gli operai della Blutec e dell’indotto hanno di nuovo occupato il municipio di Termini Imerese per mantenere alta la tensione sulla vertenza. Ieri, il presidio davanti ai cancelli della fabbrica insieme ad undici sindaci del comprensorio termitano, madonita e della Città Metropolitana di Palermo. Insieme ai lavoratori i tre rappresentanti territoriali Fiom Cgil, Roberto Mastrosimone, FimCisl, Ludovico Guercio, e Uilm,Vincenzo Comella.

«Visto che ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna convocazione del tavolo di confronto, nonostante le continue iniziative e sollecitazioni, continuiamo la nostra protesta – commenta Roberto Mastrosimone –. Il sit-in di oggi resisterà fino a pomeriggio, quando lo scioglieremo in vista del viaggio di domani a Roma. Noi saremo lì sotto gli occhi di tutti».

La partenza è prevista per le 8.55 e i manifestanti saranno in protesta davanti al Mise intorno alle 11 .

Domani a Roma ci saranno i segretari territoriali e nazionali delle tre sigle sindacali, una delegazione di sindaci con le fasce tricolori e rappresentanti degli enti locali che sostengono la protesta degli operai. In contemporanea al sit-in davanti al ministero, si terranno altri due presidi a Palermo, davanti alla Presidenza della Regione siciliana, e a Termini Imerese, di fronte ai cancelli della fabbrica.

Si rivendica la proroga della Cig (coinvolte oltre 700 persone), l’estensione delle tutela a 62 tute blu rimaste scoperte e il rilancio dello stabilimento. «Chiediamo – ripetono i sindacati – quelle risposte che da tempo sollecitiamo, non solo noi ma anche il presidente Musumeci, il prefetto di Palermo e diversi deputati, ma senza ancora alcun risultato».