Egregio Presidente,
pur non essendo un suo elettore, credo nelle regole della democrazia e nella certezza del diritto. Le riconosco il ruolo e, fino a quando resisterà alle prove a cui sarà sottoposto quotidianamente, sarà anche il mio Presidente. Per tale ragione ho deciso di rivolgerle un appello in modo diretto.
Tuttavia, dubito che la Giunta  giungerà alla fine del quinquennio con lo stesso assetto, in queste precarie condizioni non credo che potrà andare da nessuna parte. È prevalsa la logica della spartizione delle poltrone, del mercato delle vacche,  rispetto a quella, più nobile, del governo di un popolo che è allo stremo delle forze.
Speravo di spagliarmi, fin dal primo momento, l’iniqua azione di governo è sotto gli occhi di tutti ed il tempo passa in fretta.

Con il nostro quotidiano on line dal 2013 diamo voce ad un lembo di terra colpito da un’emorragia di giovani che ne provoca lo spopolamento – sulle Madonie gli under 35 sono al di sotto del 20 % – una malattia che porterà alla morte di queste comunità, che non riusciamo ad arrestare, non tanto per la crisi, quanto per la disattenzione della politica e dei governi della Regione Siciliana, oltre per l’incapacità della governance che da oltre vent’anni “anima” questo fazzoletto di paesaggio.

A dover fare i conti con questo grave problema, qual è lo spopolamento, non sono soltanto le comunità madonite, ma tutte le aree interne della Sicilia che da decenni vivono un fenomeno reversibile (speriamo) di desertificazione umana.

A nulla sono valse le azioni messe in campo dalla Comunità Europea, in particolare sulle Madonie: Patti territoriali, Pist, Prust, Leader, Leader+ e chi più ne ha più ne metta (circa 400 milioni di euro di investimenti!).
Gli unici che hanno fatto business con questi strumenti sono stati i manovratori di questo territoro, i progettisti e quanti si sono ritrovati accanto ai gruppi di potere (vicino o re beatu cu c’è!).

Noi di Madonie Notizie-Il Caleidoscopio abbiamo iniziato da tempo a definire i “territori” (aree dove si fanno affari) Paesaggi. Luoghi dove abbiamo diritto di vivere, crescere i nostri figli ed invecchiare serenamente.

Alla deputazione della XVI legislatura, tra le peggiori della storia del Parlamento siciliano – la XVII non ha ancora dato prova del suo valore – , con l’amichevole supporto tecnico del professore Gaetano Armao, – designato anche suo vice, con la delega all’Economia, abbiamo proposto l’istituzione delle Zone Franche Montane (ZFM) ed una buona Legge sulla Montagna.

Il tutto è stato recepito dalla Commissione Attività Produttive che ha “prodotto” il 16 aprile 2015 il DDL 981/15, “Legge sulla Montagna, Istituzione delle ZFM”. L’Assemblea Regionale, di cui anche Lei faceva parte, nel corso della 236° seduta ha approvato, all’unanimità, la richiesta di procedura d’urgenza a trattare il Disegno di Legge.

Il suddetto Decreto, ad onor del vero osteggiato anche da “figuri” del territorio madonita, è stato criticato da alcuni membri della deputazione, per delle puerili gelosie di primogenitura. Effettivamente c’è stata un’attività parlamentare sulla questione, peccato che si sia svolta nell’atrio della sede del parlamento siciliano o al telefono con i giornalisti che hanno più volte chiesto lumi e non di certo nel migliorare il testo elaborato in Commissione.
Un testo che magari necessitava di sostanziali migliorie che non sono state artatamente fatte.

Armao-Musumeci-600

Il gruppo promotore della Legge (di cui facciamo parte assieme ad organizzazioni di categoria ed associazioni), ha fatto di tutto in questi anni per sensibilizzare la deputazione regionale.
Convegni, dibattiti, fiumi di parole scritte dalla stampa tradizionale ed on line, trasmissioni televisive, audizioni in Commissione Attività Produttive.
Quest’ultima ha audito anche funzionari dell’Assessorato all’Economia che pare brancolino nel buio.
Non ci siamo scoraggiati, abbiamo compreso che politici e burocrati “non stanno sulla palla” ed a supporto ci siamo prodigati per elaborare un testo (quasi perfetto!) affinché il presidente della Commissione, l’onorevole Orazio Ragusa, lo proponesse per emendare il pecario DDL n° 3 del 27 dicembre 2017, che istituirebbe le Zone Franche Montane in Sicilia.

Non ci siamo risparmiati un solo giorno ad affermare che la fiscalità di sviluppo (di vantaggio) è l’unico modo per fare uscire le aree di montagna della Regione Siciliana dall’isolamento e per frenare il fenomeno dello spopolamento.

Signor presidente, chi sostiene il contrario è nemico della montagna e di quei cittadini resilienti che ancora credono che in queste aree ci possa essere un futuro.
Il buon proposito di pensare ad una fiscalità di vantaggio diffusa a tutta l’Isola non favorirà di certo le aree interne che rappresentano oltre il 44 % della Sicilia, le risorse non potranno mai essere bastevoli e rischiamo di trasformarle in ulteriori pre bende che non produrrebbero nessun effetto.

L’Assessore Armao conosce dove sono annidate le risorse che finanzierebbero questo strumento che darà il “LA” a delle aree che non hanno più ossigeno per respirare ed a imprenditori che sono sull’orlo del baratro, oltre che ridarebbero fiducia ad una popolazione demotivata.

Lo Stato ci deve restituire miliardi di euro (alla Sicilia non sono stati mai riconosciuti i 10/10 dell’Irpef, così come da Statuto; pertanto dal 2003 al 2014 i governi hanno sottratto 30 miliardi 538 milioni euro. Fonte: Defr 2017-2019, pagine 97-98), risorse che sarebbero utili anche per la viabilità secondaria (soffriamo anche della mancanza di manutenzione che ha delle refluenze sulla sicurezza!).

Diciamocela tutta, Presidente, Lei non è venuto da un altro pianeta. Sulla sua persona ricadono enormi responsabilità, al pari di tutta la compagine che la sosterrà (fino a quando asseconderà ai loro desideri) e dell’opposizione (alcuni pronti a sostenerla a cui Lei incomprensibilmente non da ascolto).
Non si salvano nemmeno i neofiti. Da cittadini dove sono stati? Anche loro rappresentano delle lobby o famiglie che con la politica hanno fatto sempre affari.

Comunque, il tema è il futuro del paesaggio madonita, quindi delle aree di montagna della Sicilia.
L’istituzione delle Zone Franche Montane ha un percorso attivato, una delle ultime delibere di giunta (governo Crocetta) ha dato mandato all’assessore alle attività produttive di individuarle ed istituirle.
Il provvedimento (ex DDL 981/15) giace a Palazzo dei Normanni da oltre 1350 giorni e l’auspicio è che finalmente, con il supporto dell’assessore Armao, possa concretizzarsi.

Presidente, questo provvedimento è una vitale priorità per questa Sicilia “sconosciuta”, non dia credito agli incantatori di serpenti che vorranno farle credere che, per dirne una, la Strategia Nazionale Aree Interne risolleverà le sorti delle aree depresse della Sicilia.
Utile anche quella ma, a nostro modo di vedere, non produrrà posti di lavoro, la “Strategia” servirà principalmente a chi sta sull’osso ed ai progettisti a cui liquidare le parcelle contenute nella voce “scouting”.

Non posso concludere questo mio appello senza sottoporre alla sua attenzione l’annosa vicenda dell’Ospedale “Madonna SS. dell’Alto” di Petralia Sottana, anch’esso strategico per lo sviluppo delle Madonie.

Il nosocomio petralese, 25 mila mq di struttura, ha subito negli anni un “programmato” processo di depotenziamento che ha portato la popolazione madonita (oltre 25 mila utenti residenti nel distretto sanitario) a non fidarsi più dell’unica “industria” del comprensorio.

Presidente, le chiedo di fare in modo che questa struttura ospedaliera si specializzi in qualche branca della sanità che possa essere di riferimento regionale o dell’intera area mediterranea. Per l’indotto sarebbe un tocca sana.
Le chiedo di fare in modo che il “Madonna SS. dell’Alto” non rinunci, fin da subito, ad un eccellente reparto di ortopedia, poiché senza assistenza sanitaria non può esserci sicurezza sulla montagna, condizione che limita lo sviluppo turistico (la struttura si trova, tra l’altro, a pochissimi chilometri di una stazione sciistica).

La salute dei cittadini e degli avventori del paesaggio madonita non può passare in secondo piano, eppure le nostre comunità da troppo tempo sono umiliate da scelte che l’hanno penalizzate e da una governance che ha pensato solo ad auto referenziarsi ed a curare gli interessi di un gruppo ristretto di “amici”.

Presidente, è vero, io non l’ho votato e non sono pentito. La mia scelta l’ho resa nota e motivata con un editoriale dal titolo “#Regionali2017, #iovoto Cancelleri ‘a cinque stelle’. Per il riscatto della Sicilia serve un voto di rottura con il passato”.
Ma questa mia scelta non mi impedisce di pensare che Lei agirà per il bene comune
, che potrà fare sua la vitale istituzione delle Zone Franche Montane, azione, ribadisco, caldeggiata dall’assessore Armao.
Non posso che sperare che agirà per migliorare la qualità della vita di queste piccole comunità madonite e di tutte le analoghe realtà montane della Sicilia, concretizzando il provvedimento sulle Zfm nei suoi primi 100 giorni di governo.

Per noi questa Legge è l’ultima speranza per costruire un futuro per i nostri figli.

 

I paesaggi di montagna della Sicilia perdono opportunità da:

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