Il commissario straordinario, per il Consiglio Comunale del Comune di Gangi, Giovanni Impastato, giovedì 27 giugno si sarebbe determinato di nominare i tre rappresentanti dell’Ente nell’Unione dei Comuni c.d. “Madonie”.
La notizia è stata divulgata sulla pagina Facebook istituzionale.

La scelta di Impastato è senza dubbio di grande spessore e avrebbe ottenuto il beneplacito dell’ex sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello.

Il commissario avrebbe indicato (mentre scriviamo la delibera non è pubblicata all’albo pretorio del Comune) Andrea Piraino (professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Palermo, ex assessore del Governo della Regione siciliana e già segretario generale dell’AnciSicilia); Salvatore Di Gregorio (ex vice segretario generale e segretario commissione bilancio dell’Assemblea regionale siciliana) e Giuseppe Traina (ex funzionario regionale del dipartimento regionale dell’urbanistica che ha svolto funzioni di ispettore e commissario ad acta in innumerevoli comuni siciliani, funzionario sovraordinato al settore tecnico della Commissione Straordinaria del Comune di Polizzi Generosa).

«Autorevoli personalità – scrive Impastato – con comprovata esperienza in materia giuridica, amministrativa e finanziaria e di governo del territorio».

Concordiamo con il commissario, tuttavia, sarebbero state coinvolte per rappresentare la comunità gangitana in un ente con un atto costitutivo “travolto a causa della nullità”.

Eppure Impastato, così come il segretario del Comune di Gangi (e non solo) era stato portato a conoscenza (Pec dell’11 giugno 2019) delle gravi criticità che gettano un ombra sulle procedure costitutive dell’Unione. (Clicca QUI per leggere l’esposto-denuncia)

Giovanni Impastato

Non avrebbe inteso dare un riscontro e ha tirato dritto puntando a stupire tutti con effetti speciali. Tuttavia, al contrario della mitica pubblicità della Telefunken, sulle Madonie a prevalere è la fantascienza e non la scienze.

Pare che alle tre persone coinvolte sia stata detta parte della verità. Ovvero che ci sarebbero state delle contestazioni, in merito alla legittimità delle procedure costitutive, ma che le stesse sarebbero state confutate da un ispettore regionale (Angelo Sajeva).

Sajeva ha convinto tutti: gli atti sarebbero consolidati e la costituzione dell’Unione dei Comuni Madonie non costituisce una “violazione dei principi formulati dall’articolo 41 della Legge Regionale 15/2015″.

Ma non noi, si capisce, in quanto le motivazioni riportate nella relazione dell’ispettore regionale sono tutt’altro che convincenti.

Non ce ne vogliano le personalità incaricate, dal distratto (?) o ignaro Impastato, se non ci premuriamo ad augurare un proficuo lavoro in seno al Consiglio dell’Unione.

Come si fa ad auspicare risultati nel contesto di una “cosa” che non esiste?