Nei giorni scorsi è stata ricostituita la “Commissione Paritetica Stato-Regione”,  organismo al quale l’articolo 43 dello Statuto assegna il compito di elaborare le norme di attuazione della Carta Costituzionale della Regione Siciliana.
Il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, in rappresentanza dello Stato ha nominato Antonino Ilacqua  e il siciliano Filippo Marciante. 

Da Palazzo d’Orleans, il presidente Nello Musumeci ha dato una risposta scontata riconfermando Enrico La Loggia e Felice Giuffrè.
La Commissione, da oltre 76 anni – sempre in via transitoria – è legata alle sorti del governo nazionale. 
Nello specifico, La Loggia e Giuffrè al “Conte primo” e ora, a prescindere dai risultati conseguiti, al “Conte bis”.

La peculiarità della riconferma di Giuffrè sta nel fatto che sia succeduto alla moglie, Ida Nicotra, già componente della Commissione ai tempi del governo Crocetta.
Squadra che vince non si cambia, evidentemente.

Ci permettiamo di inviare un sentito augurio di buon lavoro alla neo Commissione.

Ill.mi Componenti la Commissione,

La ormai datata  e  mancata completa attuazione  dello Statuto siciliano unitamente alle iniziative legislative nazionali in tema di autonomia differenziata, assegnano alla Commissione Paritetica profonde responsabilità sociali.

Si tratta, principalmente, di recuperare un passato operativo che ha visto questo importantissimo organismo assumere, a volte, il ruolo di mero organo di ratifica di determinazioni assunte in sede negoziale fra gli esecutivi statale e regionale.

Ma si tratta principalmente di recuperare quella “ regolarità” amministrativa – forse al limite della illegalità – manifestata, ad esempio, nei verbali numero 131 del 2016 e 137 del 2017.

Con quelle decisioni la Commissione Paritetica, violando le norme  statutarie, definì porzioni di  decimi di IRPEF (7.10/10) e di IVA (3.74/10) in luogo dell’intero loro gettito secondo quanto previsto dallo Statuto. Violazione che non ha suscitato il doveroso interesse della deputazione e del governo della XVI legislatura, in 170 minuti si cambiò il destino della Sicilia

Non solamente fu indebolita la previsione dell’art. 36 , essendosi approvate norme di modificazione e non di attuazione dello Statuto, ma si causò un danno finanziario ingente alla Regione siciliana.

L’indispensabile modifica di quelle immotivate decisioni è contenuta nella delibera n. 197 del 15 maggio 2018 della Giunta regionale, una delle più importanti della storia della Regione Siciliana, che dovrebbe essere fatta propria dall’ARS e punto di riferimento legislativo per il futuro.

I siciliani attendono con interesse e speranza il Vostro lavoro che deve contribuire ad alimentare la fiducia nelle Istituzioni.

Con i più fervidi auguri di inizio della Vostra attività.

(Nella foto: sopra, da sinistra: Antonino Ilacqua e Filippo Marciante; sotto, da sinistra: Felice Giuffrè e Enrico La Loggia)