“I giovani guardano la nostra terra come luogo di non crescita, senza futuro: l’unica via è la fuga”: così scrivono i vescovi siciliani nel comunicato finale della loro sessione invernale.
Secondo i dati Istat, oggi nell’isola la disoccupazione raggiunge il 58%. I presuli specificano che “la situazione migratoria dei giovani colpisce soprattutto le aree interne, che si configurano con le zone montane che, nonostante il grande patrimonio culturale e artistico di cui sono ricche, non sono state valorizzate adeguatamente dalle istituzioni, mancando di capacità imprenditoriale e di cultura del lavoro”.

I vescovi sottolineano inoltre che “quei giovani, che hanno scommesso sull’apertura di aziende, sono scappati in poco tempo non solo per la crisi economica, ma anche per la mancanza di vie di comunicazione adeguate allo sviluppo economico”.

Inoltre c’è “sfiducia nelle istituzioni e nella politica in generale” e si guardano i “politici come insensibili alle situazioni sociali ed economiche in cui versano i giovani nel non potere realizzare i propri progetti nella loro terra”.

La nostra redazione, insieme ad altre organizzazioni sindacali e di categoria, del paesaggio madonita ha offerto al governo e alla deputazione regionale uno strumento che potrebbe fermare il processo di desertificazione delle aree di montagna: il Disegno di Legge sull’istituzione delle Zone Franche Montane in Sicilia (ZFM), con tante di opportune modifiche che riportiamo integralmente a conclusione della pagina.

Hanno ragione i giovani ad essere sfiduciati dalla politica e da chi li rappresenta. È vero, l’insensibilità alle situazioni sociali ed economiche, cui fanno riferimento i vescovi siciliani nel comunicato finale, indigna e preoccupa anche noi.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, non ha dato seguito alla “richiesta di incontro urgente” che noi promotori delle ZFM gli abbiamo inoltrato il 19 marzo 2018, al fine di sensibilizzarlo alla definizione del percorso.
Eppure da quella data niente è stato legiferato per sostenere le aree interne dell’Isola. Tutto fermo in Commissione Attività Produttive dell’ARS, come se il futuro delle zone montane non interessasse realmente a nessuno.

Indifferenza e paura di fare delle scelte coraggiose per ridare dignità a questa terra di Sicilia ed a quei giovani che sognano o – peggio ancora – sognavano di vivere  quel 24,5 % per cento di paesaggio montuoso siciliano.

Viene da pensare che la risposta all’istituzione delle Zone Franche Montane, almeno per quanto riguarda le Madonie, sia stata quella della concessione di un obolo di 39 milioni di euro legato alla Strategia Nazionale Aree Interne.
Un’offerta a saldo e stralcio che non produrrà posti di lavoro stabili e che nella fase di determinazione della strategia non ha coinvolto né i giovani né la comunità resiliente.

Una carità che si compone anche di 14 milioni di euro destinati alla viabilità e che serviranno alla pianificazione di un’inutile campagna rattoppi su una decina di assi viari madoniti.

Cosa fare per invertire l’idea che hanno i giovani della “non crescita”? Imbarcare nella Sea Watch governo e deputazione regionale, lasciarli al largo della Sicilia per 365 giorni, in balia delle onde e delle pillole di saggezza del presidente Gianfranco Miccichè.

Forse un periodo di osservazione della Sicilia dal ponte di una nave darà a tutti contezza della frustrazione di tutti quei giovani delle nostre comunità condannati a vivere a contatto con l’immensa bellezza del paesaggio, non adeguatamente valorizzata dalle Istituzioni locali e regionali.

Volutamente non facciamo cenno alla governance locale, intenta a spolpare ciò che resta dell’inaccettabile ultimo obolo.

 

 

I paesaggi di montagna della Sicilia perdono opportunità da:

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0
0
-147
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ore
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minuti
-5
-5
secondi
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-7

 

 

EMENDAMENTO DISEGNO DI LEGGE
N° 3/2017 del 27 aprile 2017

ISTITUZIONE DELLE ZONE FRANCHE MONTANE

 

VISTO l’art. 44 , 2° comma della Costituzione ;
VISTO l’art. 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea;
VISTO l’art. 27 , 2° comma , della legge 5 maggio 2009, n.42
VISTI gli articoli 14 , 17 , 20 , 36 , 37 ,38 e 42 dello Statuto della Regione Siciliana
VISTO l’art. 79 del D.lgs n. 118/2011 ;
CONSIDERATI gli uniformi orientamenti comunitari riguardo alle prerogative delle Regioni a Statuto speciale ed in particolare la sentenza della Corte di giustizia C-88/03 del 6 settembre 2006;
Acquisito il parere rilasciato congiuntamente dagli uffici legislativi dell’ARS e della Regione Siciliana;

Su proposta della III Commissione Attività produttive si emana la seguente legge:

Art. 1
Ambito di applicazione

Ai fini della individuazione delle Zone Franche Montane si adotta la definizione di “Aree di montagna particolarmente svantaggiate” già utilizzata dal CIPE alla stregua della quale sono così definite quelle aree relative ai Comuni nei quali oltre il 50 per cento della superficie totale è posto ad altitudine di almeno 500 mt. sul livello del mare o con acclività superiore ai 20 gradi, in cui il rapporto fra reddito lordo standard e unità di lavoro agricolo non superi il 120 per cento della media comunitaria e con una popolazione residente inferiore a 15 mila abitanti.

Art. 2
Territori montani

L’individuazione dei territori di cui all’artico 1 è effettuata con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e e la pesca mediterranea, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge.

Art. 3
Caratteristiche dei benefici

a) esenzione dalle imposte sui redditi per i primi tre periodi di imposta. Per i periodi di imposta successivi, l’esenzione è limitata, per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l’ottavo e nono al 20 per cento. L’esenzione di cui alla presente lettera spetta ,a decorrere dal periodo di imposta in corso al 1° gennaio 2018 e per ciascun periodo d’imposta, maggiorato di un importo pari a euro 5.000, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, residente all’interno del sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca montana;

b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive, per i primi tre periodi di imposta per ciascun periodo di imposta, del valore della produzione netta;

c) esenzione dalle imposte municipali proprie a decorrere dall’anno 2018 e fino all’anno 2021, per gli immobili siti nelle zone franche montane posseduti o utilizzati dai soggetti di cui al presente articolo per l’esercizio delle nuove attività economiche;

d) esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi e

a condizione che almeno il 30 per cento degli occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca montana. Per gli anni successivi l’esonero è limitato per i primi i cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l’ottavo e nono al 20 per cento.

L’esonero di cui alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca montana.

Art. 4
Aliquote IVA

Alle attività produttive che hanno la sede ed il domicilio fiscale nelle aree disciplinate dalla presente legge si applicano aliquote IVA agevolate e diversificate in relazione alla loro classificazione in micro, piccole, media e grandi imprese. Alle restanti attività produttive si applica l’aliquota IVA del 25 per cento.
Alle restanti attività produttive si applica l’aliquota IVA del 25 per cento.

Art. 5
Beneficiari

Le agevolazioni della presente legge possono essere fruite anche dalle piccole e microimprese che hanno avviato la propria attività in una zona franca montana antecedentemente al 1° gennaio 2018.

Art. 6
Norma finanziaria

Con decreto dell’Assessore all’Economia e dell’Assessore alle Attività produttive entro trenta giorni dalla emanazione della presente legge sarà individuato il prevedibile impegno finanziario richiesto e la relativa copertura.

Art. 7
Norma finale

Con decreto del Presidente della Regione, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, saranno determinati le disposizioni applicative della presente legge.
La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.