“Ho restituito 32 mila euro ai cittadini”. Lo scrive su Facebook Luigi Sunseri, deputato all’Ars. Per la precisione 32.303,92 euro, secondo quanto riportato sul sito tirendiconto.it
Restituire ai cittadini parte dell’indennità percepita è una delle condizioni poste dal Movimento 5 Stelle ai propri candidati alle deputazioni regionali, nazionali o europei. Infatti i penta stellati siciliani negli ultimi sei anni hanno restituito oltre 96 milioni di euro.

Il trentaquattrenne termitano sostiene che continuerà a restituire l’indennità, “con il sorriso sul volto”. Nel mese di dicembre ha ricevuto un compenso netto di 8.528,00 euro. Secondo i calcoli ha restituito al gruppo parlamentare 2.564,23 euro.
Per lui ha trattenuto solo 5.963,77 euro, comprensivo di spese documentate, che per dicembre ammontano a 2.713,77 (alloggio, trasporti, vitto, rimborsi km).

Il penta stellato, uomo dell’eurodeputato Ignazio Corrao,  è stato eletto nel collegio di Palermo con 5294 voti di preferenza. Al suo attivo, come primo firmatario, due disegni di Legge16 interrogazioni parlamentari e 9 mozioni.

Sunseri assicura che ciò sarà fatto anche in futuro. Ma per noi è solo un obolo e, chiariamo subito, quel che serve ai siciliani è la tutela dei propri interessi.

Chi scrive non ha mai condiviso la scelta di ridursi gli emolumenti di amministratore comunale, piuttosto che della deputazione.
Scelte teatrali che fanno breccia solo sugli sprovveduti.

A noi piace valutare il politico per i risultati che ottiene per migliorare la qualità della vita degli amministrati. Per risultati intendiamo quelli che hanno delle ricadute in termini occupazionali e di sviluppo socio economico, nel caso specifico, dell’intera isola.

Al giovane deputato, alla prima esperienza parlamentare, ma non nuovo ai palazzi – è stato collaboratore parlamentare di Corrao per cinque anni – chiederemo se ha spuntato risultati in tema di Autonomia della Regione Siciliana.
In particolare se ha intenzione di interrogare il Governo – di cui è fiero oppositore – sulla piena attuazione degli articoli 14, 17, 20, 36, 37, 38 e 42 dello Statuto della Regione Siciliana.

Restituire indennità di carica e non tenere conto della mancata coesione economica, sociale e territoriale dell’Europa – auspicata dall’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, – stride con la realtà.
La Sicilia è al centro del divario tra il nord e il sud del vecchio continente. Presenta, per via della sua condizione di insularità,  “gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici”.

Non per ultimo, in merito alla piena attuazione dello Statuto c’è una delle cose che alla nostra testata sta a cuore. Una tra le tante.

Alla Sicilia spetterebbe – per Statuto e nel rispetto delle Leggi – il 100 % dell’Iva. Il governo Crocetta aveva contrattato la restituzione del 36 % del riscosso. Musumeci è riuscito a spuntare appena il 36 % del maturato. Una mera vittoria nella prosecuzione di una sonora sconfitta.

Il restante 64 % è un tributo coloniale che siamo costretti a pagare per essere considerati cittadini italiani?

Crediamo che il ruolo primario del parlamentare siciliano sia quello di difendere gli interessi della propria gente.
Indiscutibile che Sunseri opera in un contesto in cui ai siciliani piace leggere che il deputato restituisce l’indennità e non che si incatena davanti alla presidenza del consiglio dei ministri – pro tempore “amica” – per avere restituiti almeno i soldi dell’Iva.

Si tratta di circa 3 miliardi  di euro l’anno. Non ci lamentiamo poi che non si trovano le risorse per i disabili, per le strade, per le scuole, per nulla.

Volutamente non entriamo nel merito della mancata istituzione delle Zone Franche Montane, ci rendiamo conto che è stato troppo arduo per l’intera deputazione comprendere il percorso proposto dal gruppo promotore dell’iniziativa.

Prossimamente inviteremo a #ilgiornalaio l’onorevole Sunseri. Non per conoscere il saldo del denaro che ha restituito ai siciliani, ma per comprendere come farà valere in pieno l’Autonomia Statutaria della Regione, autonomia che la Sicilia da oltre 70 anni non fa valere per l’incapacità di tutte le deputazioni che si sono succedute.
In quell’occasione discuteremo anche di Zone Franche Montane. Più che un obolo della politica, l’unica via di rinascita dei paesaggi di montagna siciliani.