Se una delle profezie di Cassandra avesse previsto un “terremoto politico” all’ombra del tempio delle Dee Madri di Gangi sarebbe rimasta inascoltata, con le sue labbra ancora umettate dallo sputo del dio Apollo.
Trattasi di mitologia, la sacerdotessa non può influire né sul destino di Gangi né del paesaggio madonita.

Tuttavia, a Gangi la crisi, senza precedenti, è in atto e pare che la risoluzione vedrà la luce nelle prossime ore. Entro le ore 11:00 di venerdì 26 aprile. Prossimo venturo, s’intende.

L’intero territorio pende dalle labbra dello sfortunato sindaco del Borgo: Francesco Migliazzo, che non sa cosa e come fare, nonostante l’ostentata sicurezza.

Avete capito bene. Tutti sono in attesa di conoscere le determinazioni del primo cittadino di Gangi, in ritiro spirituale con la componente politica che lo sostiene, i realisti, composta dagli ex consiglieri comunali Marilina Barreca, Giandomenico Lo Pizzo, Rita Angilello, Marcello Zaffora, Angela Seminara e Santo Farinella.

La crisi ha radici profonde, fino al momento in cui Migliazzo ha indossato la fascia tricolore. Un atto che non è andato giù al predecessore e ai suoi seguaci. Un brutto risveglio da dieci anni di incontrastato dominio.

In questi anni abbiamo raccontato la cronaca delle “scosse”, che sembravano di assestamento, fino alle incomprensibili dimissioni di sei consiglieri su dodici, all’indomani di un consiglio comunale che ha segnato la riconferma, con il voto della sufficienza, del presidente del consiglio, Roberto Domina, sfiduciato dalla metà dei consiglieri.

Due anni di mal di pancia, sapientemente curati dal vice sindaco, capace di mettere a tacere tutti e di dare all’esterno l’immagine di una famiglia candidata al prossimo lancio di un prodotto della Mulino Bianco.

Sarebbe andato tutto liscio come l’olio, fino alla primavera del 2022, se l’amministrazione comunale non si fosse imbattuta nel coinvolgimento dei due “primi” cittadini in un’ indagine giudiziaria (voto di scambio) della Procura di Termini Imerese.

Da un lato Ferrarello colto da una “tempesta emotiva”, era stato informato telefonicamente che stavano sfumando una cinquantina di voti, a seguito di sistematiche contestazioni – alle regionali del 2012 non è diventato deputato per una manciata di consensi – e dall’altro il “suo” sindaco che lo tranquillizzava: “si sono messi d’accordo… tutti te li hanno riconosciuti”.

Oramai è andata, negli ultimi mesi non c’è stata mai pace tra gli ulivi gangitani e per Migliazzo questa Pasqua è stata veramente di “passione”.

Le prossime ore saranno determinanti per il sindaco di Gangi. Pare che nella sua “football” abbia due buste.

Nella busta “A” ci sono le nomine con le deleghe della nuova giunta di governo gangitana. Qualcuno scommette che ci siano i nomi di quattro dei sei consiglieri in ritiro spirituale con Migliazzo. La partita rimane comunque aperta e non mancheranno colpi di scena.
Comunque, gli atti sono “controfirmati” da uno dei saggi della politica gangitana: Gioacchino Barreca.

Nella busta “B” invece c’è un foglio intestato “Comune di Gangi”. In indirizzo il vice sindaco ed il segretario comunale, avente per oggetto: “revoca assessore”. Il contenuto è stringato, formale. Chiaramente Migliazzo non può scrivere che la sua scelta sarebbe stata concordata con i vertici della governance del territorio.
La “B” sarebbe tirata fuori qualora Ferrarello nelle prossime ore non si dovesse determinare a rassegnare le dimissioni. Gli sarebbe stato concesso l’onore cavalleresco.

In realtà ci sarebbe una terza busta, contrassegnata con la lettera “D”. Dimissioni del sindaco. Redatte ma non sottoscritte in quanto Migliazzo si farebbe forte della dichiarazione pubblica del rampollo della famiglia Barreca, Santino. Il giovane allevatore nel corso di un convegno di settore, che si è svolto nei giorni scorsi a Gangi, avrebbe detto a chiare lettere che la sua famiglia, molto sentita nelle campagne del Borgo, l’avrebbe sostenuto incondizionatamente.

Insomma, qualunque sia la busta che Migliazzo alle ore 11:01 di venerdì 26 aprile consegnerà al protocollo del Comune di Gangi il futuro del Borgo sarà fortemente segnato dagli accadimenti.

E non solo quello del Borgo, anche quello del territorio. Le caselle, tutte, occupate da Ferrarello e dal suo “brand” dovranno essere immediatamente riassegnate. Il vice sindaco ne sarebbe componente nella qualità di amministratore del Comune di Gangi.

Pietro Macaluso, primo cittadino di Petralia Soprana e dell’Unione dei Comuni “Madonie”, sarebbe pronto per l’investitura ufficiale.

Pare che abbia dato pieno sostegno al suo collega gangitano per gestire il “dopo” e che qualunque scelta dovesse fare nelle prossime ore il “territorio” non mancherà certo di sostenerlo, confortato anche dal coordinatore della politica territoriale che, dagli uffici di Castellana Sicula, avrebbe mostrato il verso pollice nei confronti del gladiatore.

“Aaaah annamo bene… proprio bbene”, per dirla alla Sora Lella. Chissà se non è meglio tenersi Ferrarello.