«La costituzione dell’Unione dei Comuni “Madonie” è legittima. Si chiude così una questione strumentale che voleva mettere in dubbio la legittimità dell’Unione “Madonie” che è finalizzata all’attuazione della strategia di sviluppo SNAI»: lo afferma, con enfasi, Pietro Macaluso,  presidente dell’Unione e sindaco di Petralia Soprana.
Secondo Macaluso, la questione sarebbe stata utilizzata «per delegittimare la costituzione dell’Ente».

Le tesi, sostenute da chi scrive e da questa testata giornalistica – definiti anche “detrattori” –  sarebbero state «spazzate via dall’ispezione, avviata nel mese di febbraio dal Dipartimento delle Autonomie Locali e conclusasi lo scorso 26 marzo – afferma Macaluso – su richiesta del Dipartimento regionale della Programmazione».

La buona notizia è stata comunicata ieri (lo scrivente è tra i destinatari) in una nota stringata del Dipartimento regionale della Programmazione, che recita: “l’operazione di trasformazione della precedente Unione delle Petralie e dell’Imera Salso in Unione dei Comuni “Madonie” non costituisce violazione dei principi di cui all’art. 41 della L.R. 15/2015.”

Non ne abbiamo dato notizia in quanto, per correttezza e completezza d’informazione, aspettiamo che il Dipartimento ci fornisca copia delle deduzioni redatte da Angelo Sajeva, ispettore regionale incaricato di dirimere la vicenda che più volte abbiamo evidenziato.

Conclusioni che stridono, considerato l’epilogo, con quelle che la nostra redazione ha sostenuto – supportate da pareri di esimi professionisti (clicca QUI) –  fin dai giorni antecedenti la nuova costituzione dell’Ente, avvenuta il 18 marzo 2017.

In quella data il sindaco di Castellana Sicula, Pino Di Martino, si è opposto con fermezza in merito alle procedure adottate e ha letto una dichiarazione di dissenso nel corso dell’assemblea costituente. La stessa è stata consegnata al segretario rogante, con la raccomandazione di riportarla agli atti. Cosa che non è avvenuta.

Il “primo cittadino” dell’Unione, a nostro modo di vedere, avrebbe fatto bene ad attendere di leggere la relazione sottoscritta da Sajeva, che da quanto ci risulta, non è menzionata tra gli allegati  della nota del 12 aprile 2019, protocollo n° 5210,  firmata da Dario Tornabene, direttore generale del Dipartimento regionale alla Programmazione.

Per quanto ci riguarda, condividendo il sentimento di stupore che accomuna tutti gli esperti che in questi anni abbiamo coinvolto, attendiamo di leggere le carte. Nessuna pietra tombale può essere messa sull’argomento. Non si tratta di una sentenza della Suprema Corte di Cassazione.

Tuttavia, una cosa va detta. Consentiteci la libertà di andare fuori tema.
Ci aspettavamo che Macaluso, diffondesse con la stessa vis, che ha utilizzato per comunicare la “legittimità dell’Unione dei Comuni “Madonie”,  la notizia  relativa alla  “Piattaforma programmatica di base per il diritto alla salute sulle Madonie”, quando l’abbiamo sottoposta alla sua attenzione ed a quella dei consiglieri per l’apprezzamento in giunta e l’approvazione di un ordine del giorno in consiglio comunale.

Al “punto 14” chiedevamo la “Riduzione dei tempi d’attesa per le prestazioni specialistiche ambulatoriali”.
Per una visita cardiologica (al 28 febbraio 2019) la povera gente deve aspettare 240 giorni, 121 per la dermatologica, ben 364 per Eco Color Doppler  e 300 per un Ecocardiogramma. (Clicca QUI per leggere il resto, pag. 8)

Il dottore Macaluso indignato? Non ne abbiamo notizia. Tuttavia,  si suppone non abbia avuto  premura di comunicare alla stampa l’umiliazione che subisce la gente che governa, umiliata anche dai tempi biblici delle liste d’attesa.

Nessuna strumentalizzazione, non da parte nostra, esercitiamo il diritto di cronaca e di critica, garantito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, nulla di più; un buon amministratore, Macaluso dovrebbe saperlo, deve avere sempre un peso ed una misura. In tutto.

Per il resto, anche la nostra testata insieme ai lettori che ci seguono con molto interesse, si impegna per il «territorio e per i nostri paesi, che hanno il diritto e la voglia di svilupparsi», come ha affermato il presidente Macaluso nella nota fastosa che ha diffuso nel pomeriggio.

Non siamo diversi. Vogliamo farlo in dei palazzi di vetro e mettendo al centro dell’universo la “persona” e non gli interessi personali.
Quelli, caro sindaco, hanno avuto sempre la meglio in questo territorio.

Da sempre. Prima che Lei fosse stato “inventato” politicamente.