La famiglia Mangia, proprietaria del Gruppo fondato da Antonio Mangia, riprende il “viaggio” intrapreso dal fondatore di Aeroviaggi e riparte da chi siederà sulla postazione più calda dell’organizzazione, quella del “Re Mida” del Turismo del Sud Italia e forse italiano.

I Mangia hanno già indicato il 56enne Marcello. Il neo eletto erediterà il titolo di presidente (così i dipendenti chiamavano il leader indiscusso della società) e la cabina di pilotaggio del primo tour operator, per posti letto, di Sicilia e Sardegna.

Marcello Mangia ha seguito per oltre trent’anni le orme e gli insegnamenti del padre (scomparso improvvisamente), la sua carriera è stata una continua scalata all’interno della holding di famiglia, ha ricoperto incarichi di direzione e coordinamento nei settori turistico e alberghiero.

“Coraggio, impegno e lungimiranza”, sono le doti del fondatore di Aeroviaggi e a questi principi si dovrà ispirare il neo presidente, che dovrebbe avere ereditato lo spirito imprenditoriale del padre, partito da zero dalla sua Geraci Siculo (Pa) e che ha creato una società che nel 2018 ha fatturato 88 milioni di euro (nel 2017 terza in Italia per ricavi operativi, preceduta da Starhotels e Gruppo UNA) .

Il neo presidente – che dirigerà la Divisione alberghiera e le risorse umane –  insieme a Marco (Divisione turismo), Tiziana (operativo Italia), Giuseppe (internal audit) e Andrea – figlio di Marcello –  (amministrazione, finanza e controllo di gestione), avrà l’arduo compito di mantenere il brand Aeroviaggi e l’offerta  innovativa (molto apprezzata da francesi e italiani) ai vertici della classifica delle catene alberghiere italiane.
Secondo il report 2019 di  “Hotels & Chains in Italy”, realizzato da Horwath HTL, nel 2018 i  Mangia sono tra i primi dieci, dei più importanti segmenti analizzati da Horwath HTL.

Da sinistra Andrea, Marco, Marcello, Tiziana e Giuseppe Mangia

Antonio Mangia, nato imprenditore, ha lasciato ai figli-amministratori, alla moglie Floriana e ai nipoti due pesanti eredità: una composta da 14 strutture alberghiere stellate, con 9 mila posti letto, che concorrono alla produzione di fatturati in controtendenza rispetto al mercato italiano e europeo.

L’altra è quella di realizzare un complesso termale a Geraci Siculo (Pa).

Chi scrive, sulla vicenda “Terme”, ha raccolto tanti sfoghi del presidente, che sarebbero divenuti oggetto di scoop giornalistici e ghiotti anche all’autorità giudiziaria.
Tuttavia, non è più il tempo di pensare al passato e all’ipocrisia che si è consumata in questi ultimi giorni, soprattutto dai momenti successivi alla diffusione della notizia dell’improvvisa scomparsa del capostipite.

Adesso è tempo di pensare al futuro, di tenere la “squadra di dirigenti uniti e compatti”, con la stessa autorevolezza che ha avuto il presidente, ma sopratutto di onorare il penultimo desiderio di Antonio Mangia: investire nella sua Geraci Siculo e lasciare un segno della sua cittadinanza.

In contrada Parrino dovrà nascere ciò che desiderava il Presidente: tutti, ognuno nel proprio ruolo e nella propria dimensione, anche, infinitamente piccola, glielo dobbiamo. Soprattutto la famiglia, chiamata ad attuare un investimento, pianificato da fin troppo tempo.

In quell’occasione, a ragione, avremo titolo per brindare, alzando al cielo calici ricolmi d’acqua.

(la foto in evidenza è tratta dalla Home page di Aeroviaggi)