Dalla Regione arrivano 50 milioni per far fronte ai danni arrecati dalle fitopatie all’agricoltura siciliana, per incentivare nell’isola lo sviluppo di imprese extra-agricole e da investire nell’innovazione. Pubblicate, nell’ambito del costante lavoro di attuazione del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, tre graduatorie provvisorie.
«Una consistente boccata d’ossigeno per i nostri agricoltori – evidenzia il presidente – oltre che un ulteriore significativo passo in avanti sul fronte della spesa comunitaria del Psr».

In particolare, 20 milioni di euro – a valere sulla misura 6.4. c – sono destinati al finanziamento di 110 progetti per incentivare le attività extra agricole (valorizzazione e commercializzazione di prodotti artigianali; bed and breakfast; ristrutturazione, recupero e riqualificazione di beni immobili), oltre a favorire sia la creazione e la crescita di piccole imprese e nuovi posti di lavoro che l’erogazione di servizi finalizzati al miglioramento della qualità della vita nei territori rurali.

Poi altri 25 milioni di euro – a valere sulla misura 16.1 – serviranno per finanziare 50 progetti che prevedono forme di cooperazione tra molteplici operatori delle filiere, definiti Gruppi operativi (Go), provenienti da svariati ambiti (agricolo, forestale, agroalimentare, della microelettronica e del settore delle energie rinnovabili) per realizzare innovazioni di prodotto o tecnologiche sul prodotto.

Infine, quasi 5 milioni di euro (misura 5.2), sono destinati al risarcimento degli agricoltori che hanno visto gli agrumeti danneggiati dal virus della “Tristeza degli agrumi”, i frutteti affetti dal “Colpo di fuoco batterico” e dal virus “Sharka”.

Per l’assessore per l’Agricoltura, Edy Bandiera: «Si tratta di misure estremamente attese dal comparto agricolo siciliano poiché rivestono carattere d’urgenza, nel caso delle fitopatie che stanno danneggiando sempre più le produzioni, con le conseguenti ricadute negative in termini economici».

«Ma – aggiunge l’assessore – anche strategico nel caso dell’innovazione e dello sviluppo di tutta una serie di attività collaterali a quelle agricole, per le potenzialità di sviluppo delle aree interne, dell’occupazione e dell’imprenditoria».