Per il verdetto finale occorrerà attendere il prossimo 15 settembre, certo è che il racconto “I buoni vicini” di Giorgio Lupo ha fatto centro.
L’autore di Termini Imerese, salito sul podio letterario nazionale con il pluripremiato “A mala corda” vincitore dei Premi “Writers Magazine Italia” e “Racconti tricolore”, figura infatti tra i cinque finalisti del  Concorso nazionale “Giallo Piccante”, organizzato dall’Accademia del peperoncino (www.peperoncino.org)  in collaborazione con “Il Giallo Mondadori”.

L’iniziativa, finalizzata a promuovere il peperoncino e la Calabria,  vede in gara racconti gialli, thriller e noir, opere di scrittori italiani ed europei che possono partecipare con lavori inediti per un massimo di venti cartelle.

Oltre a Lupo, gli altri nomi che si contenderanno la vittoria sul palco di Piazza Municipio a Diamante, in provincia di Cosenza, luogo designato per la premiazione, sono Marzia Musmeci di Roma con “Il respiro del diavolo”, Giorgia Primavera di Massa con “Habanoir”, Giuseppe Passarino di Cosenza con “Un filo sottilissimo” e Diego Matteucci di Codigoro in provincia di Ferrara con “Nella stanza”.

I cinque finalisti saranno ospiti del Peperoncino Festival che si tiene nel piccolo Comune calabrese dall’11 al 15 settembre : tutti avranno in premio una confezione di specialità piccanti della Calabria e visiteranno le località più belle della Riviera dei Cedri in occasione della premiazione a Diamante.

I brani più importanti saranno drammatizzati dall’attore Gianni Pellegrino nelle piazzette del centro storico durante le cinque giornate della manifestazione.

Alla guida della giuria che designerà il vincitore, lo sceneggiatore, giornalista e scrittore Franco Forte, direttore editoriale delle collane da edicola Mondadori “Urania”, “Segretissimo”  e  “Il Giallo Mondadori” : il racconto premiato sarà pubblicato in quest’ultima. 

La giuria vede inoltre alla guida Enzo Monaco, presidente dell’Accademia italiana del peperoncino, che sottolinea le finalità della manifestazione che valorizza il genere letterario e promuove al contempo una delle specificità agroalimentari maggiormente riconoscibili della Calabria, tra le più belle regioni d’Italia.

A valutare i testi, è stata una pregiuria composta da autori e collaboratori della collana: i racconti inviati hanno superato le aspettative, sia per la quantità degli elaborati che per la loro qualità.

Il racconto di Lupo si distingue, al pari de A mala corda per l’utilizzo infallibile della punteggiatura e la vivida descrizione di un ambiente di provincia – si svolge a Termini Imerese – restituito al lettore attraverso il microcosmo di una portineria e di un Commissariato della Polizia di Stato. 

C’è da scommettere che Michele Tellurico, quarantenne commissario abbandonato dalla compagna Federica e padre di una figlia, riscontrerà un forte indice di gradimento.

Non un eroe, ma il protagonista di un’antifavola nel quale in molti non faranno alcuna fatica a riconoscersi.

Piaceranno la sua impazienza, i suoi sorrisi appena accennati, le sue intuizioni e la sua ironia, e forse, anche l’ happy ending di una storia meno impietosa e nera di quanto il lettore, parola per parola, possa prevedere.