Torna per la sua quattordicesima edizione Libero Cinema in Libera Terra, festival di cinema itinerante contro le mafie.

Completato l’allestimento, il cine-furgone di Libero Cinema, interamente decorato con la grafica del Festival, già di per sé un evento, viaggerà per le strade del paese diventando efficace strumento di comunicazione che porterà come sempre le emozioni del cinema direttamente alle persone, montando schermo e proiettore ogni sera in un luogo diverso.

Ospitando la tecnologia e la troupe del Festival, percorre ogni anno circa 7mila km, portando il suo messaggio nelle piazze, nei parchi, nelle periferie, nelle terre confiscate ai mafiosi e restituite alla legalità.

Col suo carico di film, durante il mese di luglio, il furgone attraverserà la penisola per promuovere, attraverso la cultura, l’allargamento degli spazi democratici, la difesa dei diritti universali e i valori di accoglienza e di solidarietà.

Focus del Festival sarà il tema dei migranti, nella convinzione che le politiche di chiusura di confini e porti sianodisumane e ingiuste. Non servono a contrastare il traffico di esseri umani, in mano alle mafie, ma mettono a rischio i principi della nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali.

Ogni tappa del Festival è organizzata in stretta collaborazione con le realtà del territorio: associazioni, presidii, cooperative, istituzioni, cittadini responsabili per coinvolgere il maggior numero di cosmocivici, nuovi cittadini del mondo globalizzato convinti che la democrazia si sperimenti nel pubblico confronto, nel bilanciamento delicato fra libertà e regole comuni.

Proiezioni, performance, laboratori, incontri sono le varie attività del Festival di cinema itinerante contro le mafie che propone per ogni serata film di impatto, interesse e riflessione per il pubblico.

La prima tappa sarà Assisi, il 5 luglio, mentre l’ultima del tour estivo sarà quella di Avola, in Sicilia, il 21 luglio. In mezzo, ci sono Galbiate, Lecco, Carcare, Mantova, Caserta, Cerignola, Palmi, Polistena, Messina, Catania.

Dice Luigi Ciotti: «Le mafie a volte temono molto di più un buon film, di una solo annunciata normativa repressiva. Lo straordinario merito del linguaggio del cinema è quello di impregnare la nostra cultura tanto di denuncia quanto di educazione all’impegno civile».

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