Continua con determinazione il lavoro del Comitato regionale promotore dell’Istituzione delle Zone Franche Montane, al presidio di piazza Europa a Castellana Sicula (Palermo).

All’interno della tenda del presidio, allestita per sensibilizzare la deputazione e il governo regionale sull’approvazione di una legge obiettivo che istituisca le Zone Franche Montane, si continua a discutere civilmente di una proposta che ha tutte le carte in regola per agevolare le aree interne siciliane.

Ultimi ospiti del presidio permanente di Castella Sicula sono stati Daniela Toscano, Sindaco di Erice, l’assessore Gianni Mauro e il consigliere Pino Agliastri che hanno dialogato con Vincenzo Lapunzina, editore della testata web MadonieNotizie.it-Il Caleidoscopio e componente del Comitato Promotore.

Il dialogo si è subito incentrato sul fatto che sia nelle Madonie che in tutte le aree interne della Sicilia c’è la volontà di prosperare. E si è fatto focus sul Comune di Erice, che per ragioni particolari necessita delle stesse attenzioni dei comuni madoniti.

Si tratta di un Comune che vive due realtà: una è quella in “cima”, popolosa e turistica d’estate, ma che risente dei contraccolpi dell’inverno. L’altra è il borgo, che invece sta vivendo un momento di spopolamento impressionante.

Per questo il sindaco di Erice esprime la sua vicinanza e il suo appoggio: «faccio un grande plauso a questa iniziativa. L’unione fa la forza: è un fatto incontrovertibile. Se si ha la forza di superare gli individualismi la strada si può percorrere».

«L’istituzione delle Zone Franche Montane – ha detto ancora il sindaco – aiuterebbe tanti privati ad avere sede legale e operativa nei borghi e stimolerebbe l’apertura di tante attività, specie da parte dei giovani che potrebbero fare impresa e non andarsene».

Della stessa opinione è l’assessore Gianni Mauro: «Iniziare a pensare a una fiscalità di vantaggio per i borghi che vivono lo spopolamento», ha detto. In più, ha aggiunto: «Il rischio dello spopolamento è una cosa grave per i territori. Se mancano gli abitanti, manca il controllo».

Altro appoggio arriva dal consigliere Pino Agliastri, che ha in ultimo analizzato le somiglianze tra le difficoltà di Erice e quelle dei comuni Madoniti, identificando un “nemico” comune: la pressione fiscale.

«Quale migliore intervento c’è, se non quello di intervenire sulla pressione fiscale?», ha dichiarato. «La pressione fiscale è quella che ha fatto chiudere, negli ultimi anni, la stragrande maggioranza di imprese artigiane. È quella che non ha permesso di tramandare alle nuove generazioni i vecchi mestieri e le arti che invece avevano portato tanta fortuna al territorio».

La conclusione del dialogo è un appello del sindaco ai deputati dell’Ars: «bisogna essere forti anche nel dialogo con il governo nazionale. C’è un’assoluta necessità: i deputati hanno il dovere di non far morire questi borghi, che sono un’eccellenza. L’istituzione delle Zone Franche Montane può produrre un cambiamento».

«È chiaro – precisa infine Vincenzo Lapunzina – che le Zone Franche Montane non sono il cavallo bianco che può salvare, da solo, tutti i paesaggi della Sicilia. Accanto a questo provvedimento ci vuole una rete di collaborazione tra istituzioni locali e regionali con l’obiettivo attraverso la fiscalità di sviluppo di attrarre iniziative imprenditoriale che fungano da volano sociale ed economico».

«Intanto, però – tiene a sottolineare Lapunzina – è necessario approvare la legge obiettivo. L’assemblea regionale approvi una legge di contesto e di stimolo e poi tutto il resto, compresa la copertura finanziaria verrà da sé, se siamo uniti, se gli intenti sono comuni ne usciremo sicuramente più forti».

Per vedere la diretta dell’INTERVISTA CON LA DELEGAZIONE DI ERICE è possibile cliccare su questo link.