Massimo Giletti, conduttore della trasmissione “Non è l’arena”, in onda su La 7, nel corso della puntata del 6 gennaio a nome dell’azienda per cui lavora ha consegnato le chiavi di una macchina al giovane avvocato Salvatore Battaglia.
Il professionista di Mezzojuso, ospite in studio,  che ha difeso le tre sorelle Napoli – vittime di estorsioni e minacce per essersi ribellate alle richieste di pizzo – si è visto consegnare un’auto nuova.

La sua era stata bruciata, in pieno centro del Comune dove risiede, il 29 dicembre dell’anno scorso. L’avvocato nel corso di una delle puntate si era schierato a difesa delle sorelle.

Giletti nel donare l’auto ha fatto commuovere gli ospiti ed il pubblico, oltre a Irene, Ina e Marianna Napoli, in collegamento da Mezzojuso.

Le tre imprenditrici agricole da tempo denunciavano le intimidazioni ricevute (da oltre vent’anni) per costringerle, secondo la ricostruzione degli inquirenti,  “a cedere la proprietà o la gestione della loro azienda agricola”,

Dal 1998, fino allo scorso novembre, scrive Claudio Bencivigni, Giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese.

Tutto è riportato  nell’ordinanza di custodia cautelare, secondo quanto affermato da Adnkronos, a carico di Simone La Barbera, Antonino Tantillo e Liborio Tavolacci, arrestati poco prima di Natale con l’accusa di tentata estorsione.

Il coraggio delle donne si è manifestato anche via etere: hanno “sfidato apertamente anche in televisione la legge dell’omertà – si legge nell’ordinanza – sulla quale si fonda la spartizione dei terreni tra pastori nelle campagne tra Mezzojuso, Corleone e Godrano”.

«Di fronte a tante chiacchiere ed a tante parole serviva un fatto concreto», ha affermato Giletti, nel consegnare le chiavi a Salvatore.