Il sindaco emerito di Gangi, Giuseppe Ferrarello, ha spiazzato i bookmakers madoniti: parteciperà alla puntata de #ilgiornalaio di martedì 14 maggio, in onda su madonienotizie.it/webtv  dalle ore 21:30.

Risponderà, senza veli. Racconterà degli intrecci e della congiura, che si sarebbe concretizzata per i suoi «errori di valutazione e di fiducia incondizionata nelle persone».

Nei giorni scorsi Ferrarello ha recapitato una lettera a tutte le famiglie gangitane dove ha dichiarato ufficialmente concluso il progetto politico del movimento “SiAmo Gangi”.

«Sono riuscito a fare del mio paese un fiore all’occhiello di un entroterra sconosciuto ai più», si legge nella lettera; secondo l’ex amministratore Gangi sarebbe diventata  «l’ombelico del mondo».

Nella missiva Ferrarello ammette pure le sue colpe. Tuttavia, non può fare a meno di enumerare i risultati raggiunti con il suo «modo di fare asfissiante». Un elenco apprezzabile di opere realizzate a testa bassa al punto che, agli occhi di buona parte dei consiglieri comunali, sarebbe passato per «ingombrante, asfissiante ed offuscante».

Anche secondo il nostro parere lo è stato. Non abbiamo lesinato di criticare l’operato di Ferrarello e la sua presenza colonizzatrice in ogni contesto territoriale, al punto di considerarla al pari di un brand.

Una cosa è certa: Francesco Migliazzo, erede e creatura politica dell’ex sindaco, non ha saputo governare la presenza del collaboratore Ferrarello, a cui aveva affidato la delega di vice sindaco.

Il passaggio più interessante del dispaccio è il quesito che pone il “fiduciario” della comunità gangitana:«siamo proprio certi che dietro a quanto è successo ci siano ragioni politiche?»

È la prima delle domande che porremo all’ospite della puntata di martedì prossimo.

In studio però rimarrà una sedia vuota, non ci sarà un contraddittorio. Abbiamo provveduto ad inviare un invito formale al Sindaco di Gangi, invito che fino ad oggi ha declinato per le più disparate ragioni.

Eppure questa sarebbe la volta buona per un confronto aperto e sereno tra i due. La comunità gangitana e non solo, ha diritto di venire a conoscenza delle vere ragioni dello “sfaldamento del progetto politico” e di tutte le vicende che si sono consumate nelle inaccessibili stanze del palazzo municipale e non solo.