Sosvima porta in tribunale l’Ente Parco delle Madonie, ed è scontro. Lo scorso 13 giugno all’Ente è arrivato un atto di citazione in giudizio, con l’invito di comparire presso il Tribunale di Palermo e con la richiesta di pagamento, proprio da parte dell’Agenzia di sviluppo delle Madonie guidata da Alessandro Ficile, di 57.807,50 euro per quote annuali di servizio.
«Un’anomalia, è curioso che i comuni del Parco che fanno parte della società di sviluppo madonita siano contro il Parco e che lo mandino in tribunale, per questioni per me risolte», commenta il commissario straordinario dell’Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone che assicura: «Andremo».

Nel settembre del 2017 il Consiglio dell’Ente ha deliberato la dismissione della partecipazione al patrimonio di Sosvima spa, «una delibera che nasce – spiega Caltagirone – a fronte della norma di finanza nazionale che dice che, ove non se ne senta più il bisogno, le società partecipate vanno dismesse».

«Sosvima ci chiede una cifra di 57.807, 50 euro. Questo perché, secondo me, aggiunge una quota relativa al 2018 di 25.500 euro. Se l’uscita è avvenuta nel 2017, come facciamo a pagare la quota del 2018?», dichiara a madonienotizie.it il commissario straordinario dell’Ente Parco delle Madonie.

Carte in mano e desideroso di illustrare la propria versione, Caltagirone continua a spiegare: «L’importo di partenza, su cui abbiamo ragionato noi, è di 32.307,50 euro. Se da questa cifra detraiamo i 19,380 euro di azioni nostre (190 azioni dal valore nominale di 102 ciascuna, ndr) che loro dovevano vendere e non noi, più la cifra di 4.087,19 euro per delle pubblicazioni che all’epoca ha pagato il Parco, rimangono 8.840,31 euro che abbiamo comunque – precisa il commissario straordinarioliquidato».

Poi ricorda che con il protocollo 4458 del 6 settembre 2018, la Sosvima ha comunicato che “a decorrere dal 1° gennaio 2018 nulla ci è dovuto dal momento che con deliberazione del Consiglio del Parco n.10 del 29/0972017, avete deliberato il recesso da socio”. 

Un atteggiamento, quello della società di sviluppo madonita, che l’Ente Parco delle Madonie non riesce a comprendere: «Quando, nel febbraio 2018, sono arrivato io – tiene a sottolineare Caltagirone – ho trovato vari debiti, dal 2010 il Parco è stato fermo. Piano piano, con il piglio del buon padre di famiglia, mi sono messo lì per cercare di eliminarli. Tutte le partecipate sono state risarcite e nessuno ha mai avuto da ridire».

«Noi – conclude il commissario – non vogliamo litigare con nessuno, infatti abbiamo liquidato la somma che secondo noi dovevamo dare a Sosvima».

Adesso, però, la faccenda avrà un prosieguo in tribunale.