«La riforma messa in piedi per i Consorzi di bonifica siciliani ci preoccupa per la mancanza di un chiaro progetto industriale che garantisca occupazione, qualità dei servizi erogati, autogoverno, risanamento finanziario. Occorre il pieno coinvolgimento delle parti sociali, del mondo agricolo e dei territori affinché si partecipi attivamente alla riqualificazione e all’economia dei Consorzi, perché soltanto una gestione virtuosa potrà garantire quella multifunzionalità preziosa in termini di sicurezza territoriale, alimentare e ambientale,espressa da tanti Consorzi italiani quando gestiti con competenza e trasparenza».

Lo ha detto il segretario generale della Fai Cisl Sicilia, Pierluigi Manca, intervenendo oggi a Palermo in una tavola rotonda sul ruolo dei Consorzi di bonifica al servizio del territorio e dell’agricoltura, alla quale hanno partecipato anche Cisl Sicilia e Fai Cisl nazionale, Anbi, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, ed Edgardo Bandiera, assessore regionale all’agricoltura.

A oggi, come illustrato da Giuseppe Provenzano, docente dell’Università di Palermo, sono potenzialmente disponibili 1 milione e 300 mila metri cubi di acqua per l’agricoltura, ma non vengono utilizzati pienamente e correttamente in una terra come la Sicilia che spesso soffre la sete per la crisi idrica.

E note dolenti sono anche quelle del dissesto idrogeologico. Secondo lo studio di Fabio Tortorici, componente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Geologi, su 390 Comuni, 270 sono a rischio, dal 1964 al 2013 le frane hanno causato 298 feriti e 6 morti, mentre 103 sono state le vittime delle inondazioni.

Come rimarcato dalla Cisl nell’incontro di oggi, i lavoratori dei Consorzi di bonifica, insieme a quelli dell’Esa e ai forestali, potrebbero svolgere un ruolo essenziale anche nella prevenzione e nella messa in sicurezza del territorio.

«L’estensione dei comprensori – ha detto il segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota – deve poter garantire una gestione funzionale, economica e partecipata, mentre la riforma siciliana sembra figlia di una semplificazione eccessiva, che non si prende cura del futuro dei lavoratori né del mondo agricolo, sempre più ridimensionato dal dissesto idrogeologico, dai cambiamenti climatici, dal consumo di suolo, e soprattutto dallo spreco di acqua, che ha raggiunto livelli impressionanti».

«Ci appelliamo a Musumeci e all’assessore Bandiera – ha concluso Rota – affinché si intervenga sulla riforma in corso: serve una legge che sostenga la bonifica per i prossimi decenni, e non calando dall’alto un Consorzio unico destinato a diventare presto l’ennesimo carrozzone inutile a carico di tutta la collettività».

A rilanciare l’appello della Fai Cisl, il segretario generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio: «L’agroalimentare è determinante nello sviluppo della regione, non essendo un settore fine a se stesso dobbiamo valutarlo in chiave organica, affrontando le riforme con tutti i soggetti, dunque anche nel mettere mano ai Consorzi di bonifica dobbiamo rifiutare qualsiasi logica di tifoseria e puntare su un progetto condiviso, che consegni alla collettività degli organismi efficienti, capaci di sostenere la nostra agricoltura con servizi di qualità».

L’assessore regionale all’Agricoltura, Bandiera, ha raccolto l’appello della Cisl ad aprire un confronto sul Ddl di riforma dei Consorzi. «Mi farò portavoce – ha affermato l’esponente del governo Musumeci – della necessità di un ulteriore approfondimento sul disegno di legge con le parti sociali e con le categorie produttive con la terza commissione dell’Ars, dove il progetto di riforma è attualmente è in discussione».