Non si può dire che sia un insuccesso e che non lo chieda nessuno. Nonostante l’inizio in sordina e la mancanza di file chilometriche, il reddito di cittadinanza è un pensiero fisso per molti cittadini italiani. E contrariamente alle aspettative di alcuni politici e sedicenti sapienti, la Sicilia non è la prima Regione per richieste.

A “batterla” in questo senso sono state la Campania (primo posto) e niente meno che la Lombardia (secondo posto). A comunicarlo è il Ministero del Lavoro, che sottolinea che complessivamente le domande sono state 44.125 di cui 8.492 on line e 35.653 presso gli uffici postali. Non sono ancora state conteggiate quelle arrivate ai Caf.

E a proposito di Caf, proprio da Centri d’Assistenza Fiscale arrivano le direttive per non fare errori nella richiesta. Il presidente del Caf Uisl Sicilia dice: «L’errore più comune? La richiesta del reddito di cittadinanza da più componenti della stessa famiglia».

Il reddito può infatti essere richiesto da una sola persona. Presentare la domanda per il reddito nei Caf è gratuito, grazie a una convenzione con l’Inps e perché la pratica vada in porto sono necessari, alla mano, il documento di identità, il codice fiscale e l’attestazione Isee.

Nel frattempo, Luigi Di Maio batte ancora sul nodo navigator. Il vice premier, in un’intervista a Rtl, ha detto: «Voglio assumere 6 mila persone a livello centrale come ministero e mandarle in tutte le regioni nei prossimi mesi per sopperire alle carenze dei centri per l’impiego mentre le regioni fanno i concorsi. Poi saranno assorbiti con concorso a livello regionale».

Peccato, che, come vi avevamo già raccontato, a manca ancora è proprio un’intensa con le Regioni. Ed è allarme anche fra le Province e Comuni, nonché dal fronte sindacale, dove quota 100 e reddito si incrociano mettendo a repentaglio la continuità di servizi essenziali come scuole e ospedali.