Dopo mesi di promesse e rassicurazioni, il governo giallo-verde ha pubblicato la prima bozza di decreto per l’attuazione dei provvedimenti Reddito di cittadinanza e Quota 100. Importante riforma anche per Inps e Inail: scompare la figura del  “presidente monocratico”, sostituito da un consiglio di amministrazione con 5 membri. Uno di questi assumerà la carica di presidente.
Le prime due misure, tra le più care al governo, sono anche le più attese dai cittadini che hanno espresso il loro sostegno al Movimento 5 Stelle e alla Lega lo scorso 4 Marzo.
Secondo quanto si legge nella bozza, il “Reddito” avrà una componente fissa ed una variabile. La prima viene considerata un contributo all’affitto dell’ammontare di 280 euro per ogni famiglia beneficiaria.
Nel caso in cui la famiglia stia pagando un mutuo per l’acquisto della prima casa, il contributo si riduce a 150 euro. Quella variabile cambia in base alla composizione del nucleo familiare: 500 euro per i nuclei composti da un solo individuo (totale 780 euro); 600 euro per 1 adulto ed 1 minore; 700 per 2 adulti, fino ad un massimo di 1050 euro per famiglie con tre adulti e 2 minorenni.

Le risorse disponibili assommano a 6,1 miliardi per il 2019, cui si aggiunge un miliardo per quattro mila assunzioni nei Centri per l’Impiego e per i nuovi programmi informatici. Il tetto di spesa per 6,1 miliardi è blindato; se la spesa eccedesse tale tetto, il Governo taglierebbe in proporzione tutti i Redditi di cittadinanza.

Il contributo verrà erogato per 18 mesi, rinnovali per altri 18. Dopo 3 anni, si perde il reddito e non può essere richiesto prima di ulteriori 18 mesi. Per i pensionati è prevista una integrazione da 630 euro più 150 di contributo all’affitto (780 totale) che sale a 1032 totali se gli anziani over 65 sono 2 nella famiglia. Sarà possibile accedere al contributo solamente a condizione di firmare un patto per il lavoro che impone di impegnarsi alla formazione, alla ricerca attiva del lavoro e all’accettazione di offerte di lavoro congrue, sia per stipendio che per distanza dal luogo di residenza.

Per ottenere il “Reddito” bisognerà dimostrare di avere un Isee fino a 9600 euro e proprietà immobiliari per un massimo di 30mila euro di valore oltre la prima casa.
Verrà inoltre escluso chi possiede auto di cilindrata superiore ai 1600 cc, moto superiori ai 250 cc sarà, così come i proprietari di auto “immatricolate per la prima volta nei sei mesi antecedenti alla richiesta del reddito di cittadinanza”. Chi fornisce dichiarazioni false sul proprio patrimonio rischia pene da 1 a 6 anni di carcere.

Le misure partiranno dal mese di aprile 2019 sostituendo tutte le altre forme di assistenza. Secondo le previsioni, il “Reddito” andrà a 1,4 milioni di famiglie, per il 27% single. 260 mila invece saranno i nuclei di cittadini stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni che potranno beneficiare della misura. La Sicilia è la seconda regione in base al numero assoluto di nuclei familiari che potranno accedere al reddito, superata solamente dalla Campania. Il 53% dei beneficiari si trova nel Sud e nelle Isole, contro il 47% del Centro Nord.

Per quanto riguarda il pensionamento a quota 100, potrà essere richiesto solamente con almeno 62 anni e 38 di contributi versati. Il requisito relativo all’età anagrafica però, si legge ancora, sarà “successivamente adeguato agli incrementi della speranza di vita”.
All’interno della bozza di decreto vengono riformati anche Inps e Inail.
Infatti, secondo quanto previsto dal testo sparisce la figura di “presidente monocratico” che viene sostituito da un consiglio di amministrazione con 5 membri di cui uno è il presidente.

Nelle prossime ore le misure contenute nel Decreto Legge, contenente le “disposizioni relative all’introduzione del reddito di cittadinanza e interventi in materia pensionistica”, saranno approvate dal Governo.