Questa mattina il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e l’assessore al Territorio Salvatore Cordaro, hanno effettuato un sopraluogo a Piano Battaglia, una delle frazioni di Petralia Sottana e, per alcuni servizi, condivisa con Polizzi Generosa e Isnello.

Musumeci ha voluto constatare personalmente lo stato dei luoghi e oltre ad apprezzare la bellezza del paesaggio e le potenzialità del “sistema” Piano Battaglia (natura, impianti di risalita e ricettività), ha detto a chiare lettere: «i soldi ci sono, per rilanciare questi luoghi, mancano i progetti».

«Piano Battaglia ha tutte le caratteristiche per diventare una delle più importanti stazioni sciistiche del Meridione», ha affermato Musumeci.

Testimoni della buona notizia il Direttore generale della Città Metropolitana, Giuseppe Vella e i vertici degli Uffici dell’ex Provincia, il commissario straordinario del Parco delle Madonie, che ha fatto gli onori di casa – insieme ad Antonio Catalano (il Presidente della Piano Battaglia srl, che gestisce gli impianti di risalita) – i sindaci di Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Bompietro, Castellana Sicula, Collesano e Castelbuono.

Ad accompagnare Musumeci e Cordaro c’erano numerosi proprietari di case della località turistica, appassionati di sci e della montagna, ma soprattutto imprenditori, stanchi di decenni di visite e parole che non hanno portato mai a fatti concludenti.
Al Presidente  Musumeci, in carica da oltre venti mesi non si possono dare colpe dei decenni di ritardi, anche se – diciamocela tutta – nella passata legislatura ha ricoperto un ruolo di rilievo, dal punto di vista politico.
Tuttavia, l’attuale governo ha dato una risposta concreta definendo, con delibera di Giunta, il perimetro delle piste (non si era mai fatto) e concedendo alla Citta Metropolitana di Palermo un contributo “una tantum” di 200 mila euro per la gestione delle piste da sci.
Contributo che quest’anno verrà utilizzato per l’affidamento delle piste: 250 mila euro per l’intera stagione (50 mila li ha stanziati la Città Metropolitana di fatto proprietaria delle piste e responsabile della messa in sicurezza).

Il presidente della Regione ha inoltre potuto constatare le condizioni della rete viaria – che scoraggia gli avventori a raggiungere la località – la mancanza di segnaletica a norma, i guard rail divelti, le frane che insistono su diversi tratti della SP 54 (Petralia – Collesano) e l’annosa questione della Sp 119 (Polizzi – Portella Colle) di fatto chiusa al transito veicolare per motivi di sicurezza.

A Musumeci è stato fatto notare l’assenza (infrasettimanale) del presidio medico, aperto solo nei fine settimana.
A tal proposito Musumeci ha auspicato la realizzazione di un elipista al servizio della stazione sciistica, ma non ha fatto cenno al fatto che il vicino presidio ospedaliero di Petralia Sottana, non è dotato di un reparto di ortopedia o, almeno nel fine settimana, di medici ortopedici che possano intervenire prontamente.
Tuttavia, il presidente ha rassicurato tutti: «presto a Petralia Sottana si avvierà l’ambulatorio di oculistica e di fecondazione assistita», l’inaugurazione di quest’ultimo sarebbe prevista per il prossimo gennaio.
Il presidente ha sottolineato altre criticità e gela, anzitempo, tutti: «Piano Battaglia sconta la carenza di una serie di servizi fondamentali: manca un posto di polizia, non c’è un ufficio per l’informazione turistica, né una sede per la scuola di sci; mancano persino i bagni pubblici. Oggi non ci sono le condizioni minime perché si possa parlare di Piano Battaglia come di una meta di livello nazionale, tantomeno internazionale».
Il quadro che è emerso non è tra i migliori, anche in considerazione del fatto che le  competenze sono suddivise tra alcuni Comuni, il Parco delle Madonie, la Città Metropolitana di Palermo e la Regione Siciliana.
In tutta questa confusione il buon Musumeci si è posto come regista: «Oggi sono qui – ha spiegato il governatore – per annunciare che la Regione farà la sua parte affinché possa cambiare il volto di questi luoghi, perché Piano Battaglia è patrimonio di tutta la Sicilia».

Nei prossimi giorni saranno convocati a Palazzo d’Orleans, per una riunione operativa,  il Sindaco della Città metropolitana di Palermo, (di fatto padrone di casa dell’intera area e della viabilità di acceso alla località) il  commissario dell’Ente Parco delle Madonie, il sindaco di Petralia Sottana e il presidente della Piano Battaglia Srl.

Nell’immediato, Musumeci ha garantito la copertura finanziaria per la realizzazione della strada di accesso al pianoro (lato rifugio Marini).
Gli Uffici tecnici del Comune e del Parco dovranno (Musumeci non vuole sentire ragioni) redigere un progetto esecutivo, prevedendo l’utilizzo di materiali compatibili in Zona A del Parco.
Forse è la volta buona per Piano Battaglia. Il presidente sarebbe intenzionato a sostenere un progetto organico di riqualificazione dell’area.
Sa come fare, lo ha fatto lo scorso 23 ottobre per la “Tenuta Ambelia” (Militello Val di Catania) destinando oltre 5 milioni di euro provenienti dalle risorse a valere dell’articolo 38 dello Statuto della Regione Siciliana, dove sarebbero allocate ingenti somme “scovate” – di recente –  dalla Ragioneria Generale.

«Gli interventi costeranno alcuni milioni ma le risorse le abbiamo e intendiamo restituire ai siciliani, – ha dichiarato Musumeci – per la prossima stagione sciistica, un luogo profondamente migliorato e capace di diventare un importante attrattore turistico».

Il presidente ha delle parole di apprezzamento per gli operatori economici: «lo dobbiamo anche a loro, li ho incontrati oggi. Lavorano quotidianamente con passione, vigore e tenacia per offrire servizi all’altezza della situazione e che non chiedono elemosine o sussidi, ma di essere sostenuti con interventi strutturali sul territorio».
Dopo la visita agli impianti, Musumeci ha fatto il punto della situazione a Petralia Sottana, nella sede del Parco delle Madonie, insieme al sindaco Leonardo Neglia e al commissario straordinario del Parco Salvatore Caltagirone. Presenti anche i sindaci e gli operatori turistici del comprensorio.
Ha parlato solo il presidente. Non c’era tempo per ascoltare i sindaci pronti a ribadire – almeno – i ritardi nella definizione dei decreti in capo alla Strategia Nazionale Aree Interne. I colpi erano tutti in canna.
Nella mattinata lo ha ribadito più volte: «Sono venuto per rendermi conto di cosa serve a Piano Battaglia, per approfondire ci vediamo a Palermo».
A bientôt.