Mentre l’Ars è impegnata nell’esame della manovra finanziaria, la notizia della nomina di Ferrarello alla guida del Parco delle Madonie circola con insistenza.
Pare emergano preoccupazioni tra i sindaci di centro destra a capo di Comuni ricadenti nel Parco.
Nessuna reazione, almeno sembra, da parte dei sindaci di centro sinistra. Ferrarello candidato alle ultime regionali nella lista Micari Presidente, redatta dal Partito Democratico; vicino a Davide Faraone, da qualche tempo strizza l’occhio alla compagine.

Tuttavia, l’ex sindaco di Gangi all’indomani della tornata elettorale, dopo avere registrato la seconda amara delusione di restare fuori da Palazzo dei Normanni ed il diniego di un posto sicuro alle ultime elezioni nazionali, pare che sia ritornato al suo “mondo d’appartenenza”: i Popolari.

Alla vigilia delle nazionali fu accolto con entusiasmo dagli ex democristiani per via della nomea di capo elettore che Ferrarello si porta dietro da tempo.
Oggi ricopre la carica di vice sindaco di Gangi, un ruolo che sta stretto a lui, ed “ingombrante” per il primo cittadino.

Toto Cordaro

Nel contesto del territorio madonita fa pendere l’ago della bilancia sempre a suo favore o del gruppo che rappresenta.

Un portatore di voti – certamente non più come una volta – corteggiato dai partiti al punto che il suo nome salta fuori per la nomina a presidente di un Ente che sta attraversando una crisi politica che non si era mai vista.

Una fronda di sindaci, guidati da Mario Cicero – primo cittadino di Castelbuono, che aspira ad un posto nel comitato esecutivo del Parco – ha chiesto ed ottenuto che si svolgesse a Palazzo dei Normanni un Consiglio del Parco proprio per affrontare la questione dell’Ente da tempo commissariato; location che agevolerebbe la partecipazione del governo regionale e dei capo gruppo parlamentari.

A Cicero ed ai sindaci insorti contro il governo regionale, reo di avere ritardato la nomina del presidente, potrebbe piacere la nomina di Ferrarello.
Si rafforzerebbe il gruppo di potere che gestisce da anni ogni alito del territorio madonita.

Insomma, corre voce che Ferrarello, secondo Saverio Romano, leader indiscusso dei “popolari” e Totò Cuffaro – padre putativo dell’ex sindaco di Gangi – sarebbe il nome perfetto.

Perfetto per loro ma non per i sindaci di centro destra madoniti che già sono sul piede di guerra.
Qualcuno avrebbe già dichiarato che strapperebbe la tessera di Forza Italia se Musumeci e Cordaro – assessore da cui dipendono i Parchi dell’Isola –  cedessero alle pressioni.

Abbiamo cercato di contattare l’assessore Toto Cordaro, “ministro” siciliano al Territorio e Ambiente.
Certamente nella mattinata avrà ricevuto decine di telefonate che cercavano una conferma o una smentita alle voci che si rincorrono con più insistenza.

Non ci ha risposto. Potrebbe essere imbarazzato nel dovere accettare obtorto collo una scelta che, almeno per quanto gli riguarda, lo penalizzerebbe elettoralmente.

Tutto è possibile. Certo che, in piena discussione della manovra la poltrona di Palazzo Pucci Martinez potrebbe essere determinante.