Scendono nuovamente in campo operai e sindacati della Blutec di Termini Imerese, che questa mattina hanno manifestato riunendosi in assemblea dentro e fuori lo stabilimento dell’area industriale termitana. Dall’assemblea si sono poi spostati nella sede storica del comune occupandola e avvertendo di non interrompere le proteste senza risposte concrete da parte del governo nazionale.

Un fermento che ha tutta l’aria di volere esplodere, soprattutto a causa del costante silenzio del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio. Un’attesa troppo lunga che ha portato i sindacati a nuove forme di ribellione.

Ciò che chiedono, ancora una volta, i rappresentanti sindacali Roberto Mastrosimone (Fiom Cgil), Ludovico Guercio (FimCisl) e Vincenzo Comella (Uilm) è un incontro urgente al Mise; la firma del Decreto Cassa Integrazione per il 2019, per sbloccare il rinnovo della Cig per la Blutec e degli ammortizzatori in deroga per l’indotto, compresi i 62 lavoratori rimasti senza tutele; il coinvolgimento di FCA al tavolo ministeriale sulla re-industrializzazione del sito siciliano, e quindi una prospettiva di sviluppo per il futuro dello stabilimento.

«Che il ministro Di Maio mantenga l’impegno assunto con i lavoratori quando, lo scorso ottobre, ha parlato davanti ai cancelli di Termini Imerese», hanno sentenziato le tre sigle sindacali. «Abbiamo bisogno di capire a che punto è il percorso di reindustrializzazione – ha detto Vincenzo Comella (Uilm) – e se ci sono i margini per un futuro a Termini Imerese. Ciò soprattutto considerando che né il prefetto di Palermo (Antonella De Miro, ndr) né il governatore della Sicilia (Nello Musumeci, ndr) sono ancora riusciti ad avere un dialogo con il Ministro Di Maio. Che il governo sblocchi questa situazione».

Già la scorsa settimana, sindacati e sindaco avevano incontrato il presidente Musumeci e il prefetto De Miro per un loro intervento presso il governo. Lo stesso Musumeci aveva assicurato di impegnarsi nel chiedere il mantenimento degli impegni presi «sia sul fronte delle prospettive occupazionali sia su quello della reindustrializzazione dell’area, con numeri e tempi certi». Ma ad oggi nessuna risposta è arrivata da Roma.

Al riguardo, il sindaco Francesco Giunta ha dichiarato: «gli operai sono disperati, credo non si sia mai arrivati così in basso. Che il Ministro prenda posizione».