Ad un mese dell’elezione del vice presidente del Parco delle Madonie e del componente del comitato esecutivo il Dipartimento Territorio e Ambiente di via Ugo La Malfa ha sospeso la delibera di Consiglio relativa alla nomina di Marcello Catanzaro e Mario Cicero.
Lo stop all’elezione, in seno al Consiglio del Parco, dei sindaci di Isnello e Castelbuono è stata oggetto anche di un interrogazione parlamentare di Giuseppe Lupo, deputato del Partito Democratico. La carica a cui aspirava Catanzaro è rimasta vacante da luglio 2016.

La doccia fredda per il primo cittadino di Isnello è arrivata nelle scorse ore.
La delibera del 9 novembre scorso, sospesa con determinazione degli Uffici dell’assessorato dopo circa un mese, ieri  è stata “dichiarata illegittima e, pertanto viene annullata”.

Il dirigente generale dell’assessorato sostiene che in presenza di una gestione commissariale dell’Ente non sarebbe ammissibile una “sostituzione” del Commissario neanche in caso di impedimento.
Cosa diversa se ci fosse un presidente alla guida del Parco, a cui, secondo lo statuto e la normativa è affidata la gestione ordinaria.

Per Cicero, invece, Battaglia si potrebbe determinare favorevolmente. Ma sul sindaco di Castelbuono la questione è più complessa ed è legata anche fatti amministrativi e di giustizia.

Può un sindaco, accusato di avere violato una norma ambientale – clicca qui per approfondire – in piena area Parco, essere eletto nell’organo direttivo dell’Ente stesso? Si troverebbe nell’anomala posizione di controllato e controllore.

 

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