Al via, dopo un incontro presso l’Orto Botanico di Palermo, il progetto Life Natura “Strategie decisive di conservazione in situ ed ex situ per la salvaguardia e la conservazione dell’Abies nebrodensis”, che vede come beneficiario coordinatore il Cnr di Firenze e come partner l’Ente Parco delle Madonie, il Cirita – Università di Palermo, il Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale e l’Università di Siviglia.

Grazie al progetto, verranno messe in atto tutta una serie di azioni per la conservazione degli ultimi abeti che rimangono nel territorio del Comune di Polizzi Generosa.

A queste se ne aggiungono altre che verranno svolte nel vivaio di Piano Noce con il fine, tra le altre cose, di produrre piantine per le attività di riforestazione e di conservazione del prezioso germoplasma.

Oltre alla conservazione, diversi saranno gli eventi legati alla divulgazione e alla conoscenza della specie e sull’importanza della conservazione della biodiversità.

Previste, a cura dell’Ente Parco delle Madonie, anche visite guidate sul posto, al neo museo dell’Abies nebrodensis a Polizzi Generosa e al Museo “Minà Palumbo” di Castelbuono, sede della criobanca, che avrà il fine di preservare l’intero germoplasma della popolazione rimasta.

«Si tratta – spiega il commissario straordinario dell’Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone – di un progetto Life il cui scopo principale sarà quello di aumentare la diversità genetica e migliorare lo stato di conservazione della specie a rischio di estinzione Abies nebrodensis, eletta lo scorso anno dalla SBI come specie rappresentativa della flora siciliana, e i cui ultimi esemplari ricadono all’interno del Parco delle Madonie nel Comune di Polizzi Generosa».

«L’Ente Parco delle Madonie ancora una volta protagonista nel campo ambientale a livello europeo, avrà come obiettivo – continua Caltagironela tutela e la salvaguardia di una specie protetta, con il compito di attuare, congiuntamente con il Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale interventi di Ingegneria naturalistica localizzata per limitare l’erosione del suolo, mentre la protezione degli esemplari di Abies nebrodensis e della rinnovazione naturale sarà garantita con doppie recinzioni sia di tipo tradizionale che elettrica».

Il commissario straordinario dell’Ente Parco delle Madonie infine aggiunge: «È importante sottolineare la capacità delle azioni dirette a fermare l’erosione genetica della specie con la consapevolezza di un futuro adattamento ai cambiamenti climatici».

Dall’altro canto, il professore Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico di Palermo spiega: «Tra i risultati attesi, vi è quello di produrre un aumento almeno pari al 50% della superficie protetta da erbivori e dalla pressione umana, al fine di promuovere la rinnovazione naturale in modo da incrementare significativamente il numero di individui di abete delle Madonie».

Si aggiunge un altro obiettivo: «Il progetto – aggiunge Schicchi – mira anche all’aumento della biodiversità dei semenzali e alla micorrizazione degli stessi al fine di avere piantine più adatte alla costituzione di nuclei di re diffusione della specie: ciò consentirà un incremento del 25% dell’estensione della superficie dell’habitat».

«La sostenibilità del progetto – conclude il professore – è molto ambiziosa dal momento che la creazione di nuove piantagioni così come pianificate nel progetto Life4Fir contribuirà a ridurre l’impronta di carbonio, attraverso strategie che saranno attuate per combattere la deforestazione».

Luoghi, già individuati in progetto, per possibili repliche dei protocolli che saranno messi a punto nel corso di queste attività, sono il Parco Naturale La Sierra De Las Nieves in Spagna, il Parco Nazionale del Pollino in Italia ed il Parco Nazionale Mavrovo in Macedonia.