C’è un detto che recita che la vita è fatta a scale: c’è chi scende e c’è chi sale. Pare che sia così anche per la raccolta differenziata, che nelle Madonie viene affrontata in maniera più o meno seria dai Comuni. I quali, ovviamente, risultano più o meno “green” a seconda dei risultati.

A fare da attento monitoratore delle salite e delle discese madonite c’è l’Ufficio Speciale per l’incremento della raccolta differenziata della Regione Siciliana. Quest’ultimo, per mezzo degli appositi report, ha registrato i movimenti di paesi e città.

I dati registrati riguardano le percentuali della classifica generale regionale della raccolta differenziata. E c’è chi brilla per davvero, in maniera esemplare, così come c’è chi deve davvero migliorare.

Prima di andare alla lista bianca dei Comuni virtuosi e alla lista nera degli inquinatori, facciamo un breve viaggio nella classifica dei nì: i classici scolari che potrebbero fare di più, ma non si impegnano.

Il primo è Castelbuono, che nella classifica regionale si attesta 179° posizione con il 60,5% di differenziata. Il Comune fa dei grossi passi indietro rispetto al 2017 (quando si piazzava 93°) e al 2018 (quando si piazzava 117°), ma rimane comunque con una buona media che lo premia.

Montemaggiore, 186° con il 60,1 %, Castellana Sicula 192° con il 59,3% , Scillato con il 58,1%, Caltavuturo con il 57% e Collesano con il 56%, hanno avuto andamenti altalenanti: coniugano anni sì ad anni no e restano nella lista delle promesse dell’ecologia.

Ma andiamo adesso, invece, ai Comuni madoniti che hanno raggiunto dei risultati positivi. Il primo è Sciara, alla 61° posizione con il 72,3% di differenziata, seguito da Alimena al 100° posto con il 68,5%.

Corrono come il vento anche Lascari, al 103° posto con il 67,9% di differenziata, Aliminusa (115°, 64,4%) e Pollina, che seppur detronizzata (nel 2018 era la prima città delle Madonie) si porta a casa il suo 116° posto con un bel 66,3%. Bene anche Isnello (119°, 66,2%), Blufi (136°, 64,6%) e Valledolmo (141°, 64,2%).

Il caso più eclatante però è quello di Cerda, che si è aggiudicato una rivincita straordinaria passando dalla 359° posizione nel 2017 con il solo 3,24% di differenziata alla 127° con il 55,6%.

E i bocciati? A scendere sono Gratteri, al 237° posto (52,4%), la turistica e insospettabile Cefalù (252°, 50,8%), San Mauro (256°, 49,4%), Campofelice (266°, 46,8%), Geraci (277°, 45,2%), Alia (280°, 44,5%), le due Petralie (Soprana 284° con il 44%, Sottana 285°con il 43,9%) e Gangi, 289° con il 43,4%.

A fare il botto (negativamente parlando), però, è Polizzi Generosa: scende vertiginosamente al 293° posto, con solo il 42,6%.