Dopo una votazione che si è protratta fino a tarda notte,

l’Assemblea Regionale Siciliana ha finalmente approvato la Legge di bilancio e la legge di stabilità 2019-2021 grazie all’intesa raggiunta attorno ad un maxi-emendamento da parte della maggioranza di centro-destra.

La mossa ha permesso di evitare tagli per oltre 200 milioni.

Infatti, l’ARS ha deciso di spalmare in 30 anni l’intero disavanzo delle casse siciliane rilevato dalla Corte dei Conti, che ammonta a 2,1 miliardi di euro.

Così facendo, è stato possibile sbloccare i tagli che erano stati previsti in settori come quello dei precari, dei trasporti, dei consorzi di bonifica e dei forestali.

Il maxi-emendamento è stato approvato

con 44 voti a favore, e 28 contrari. Tantissime le norme inserite al suo interno, a partire dal salvataggio di Riscossione Sicilia, che rimarrà in piedi almeno fino al 31 Dicembre 2019.

In quella data, nel caso in cui lo Stato non decida di acquisire la società all’interno dell’Agenzia delle Entrate, la Regione potrà costituire un nuovo ente per salvare i 700 posti di lavoro.

È stato prevista anche la possibilità da parte della Regione

di aumentare il numero dei componenti dei Cda al comando degli enti pubblici non economici; una mossa fortemente contestata dalle opposizioni, in quanto comporterà un ulteriore peso economico sulle casse regionali.

Sono state approvate anche le nuove concessioni demaniali per lidi e stabilimenti balneari, mentre le amministrazioni comunali non potranno rilasciare titoli edilizi e concessioni se il committente non dimostrerà con una autocertificazione il pagamento degli onorari ad architetti, geometri ed ingegneri. Prevista anche la concessione di 4 milioni di euro aggiuntivi per l’AMAT di Palermo.

Decisioni anche per quanto riguarda i contratti precari:

è stato infatti approvato l’emendamento proposto dall’assessore Bernadette Grasso, che consente di superare il limite di 8.000 contratti a tempo indeterminato stabilito dalla Corte dei Conti.

Concordati dei fondi per una serie di Comuni che si sono distinti per vari motivi. Infatti, i finanziamenti saranno assicurati ai Comuni che hanno raggiunto almeno il 65% di raccolta differenziata, quelli che hanno vinto il premio Borgo più bello d’Italia o che hanno ottenuto la certificazione “bandiera”, così come i centri storici di Ortigia a Siracusa e Ibla a Ragusa.

Approvata anche la norma proposta dai deputati del Movimento 5 Stelle

con la quale si obbligano i titolari di impianti di distribuzione della benzina situati lungo le autostrade o i raccordi autostradali ad installare, entro 12 mesi, delle colonnine per la ricarica veloce di auto elettriche. La proposta è stata sostenuta particolarmente da Luigi Sunseri.

Resta da vedere se il governo nazionale approverà

questa soluzione ideata dall’ARS, elemento per niente scontato al momento. Infatti, la mossa per cui il disavanzo è stato distribuito nell’arco temporale di trenta anni deve necessariamente essere autorizzata a livello statale.

In caso contrario, i tagli al bilancio saranno inevitabili.