Sarà lo spettro del commissariamento, saranno le vicende legate a Blutec e al destino occupazionale degli ex dipendenti della Fiat, sarà la necessità di salvare i precari attraverso l’approvazione del bilancio comunale o, più semplicemente, un generale apprezzamento per il lavoro svolto ad oggi, una cosa è certa: esiste una fetta consistente di cittadinanza termitana che non ha accettato di buon grado le dimissioni rassegnate dal primo cittadino Francesco Giunta, coinvolto in un’indagine della Procura di Termini Imerese.

Dimissioni che, come è noto, sono state precedute da una diretta trasmessa su facebook, che molto ha raccontato della dimensione umana e del sofferto momento esistenziale del sindaco della cittadina madonita, eletto al ballottaggio nel giugno del 2017 con il sostegno di un’ampia coalizione di centro destra, della quale hanno fatto parte, ad oggi, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Cantiere Popolare.

Sono in molti a ritenere che, in questa fase della vita amministrativa termitana, vi sia l’oggettiva necessità di mettere momentaneamente da parte le accuse che pendono sul sindaco – indagato per voto di scambio e peculato – e concentrarsi sulla risoluzione delle tante criticità che pesano come macigni su Termini Imerese : al di là dell’allarme rosso targato Blutec, vi sono altre vertenze aperte, tutte accomunate dallo sviluppo disordinato e dall’industrializzazione selvaggia che hanno contraddistinto il territorio negli ultimi decenni e i cui esiti sono, purtroppo, quelli che conosciamo, senza dimenticare il fenomeno della progressiva desertificazione produttiva e demografica e l’assenza di appeal per favorire la presenza di investitori. 

Per non parlare della mancata approvazione dei bilanci – consuntivo e preventivo dal 2016 in poi – che sta mettendo a rischio la stabilizzazione dei precari, in forza al Comune.

Tocca, come sempre in questi casi, che sia la magistratura a pronunciarsi sulle vicende che vedono coinvolto Giunta, di professione avvocato e  figlio d’arte – il padre Enzo ha ricoperto nei decenni scorsi la carica di sindaco, la prima volta dal 1995 al 1999 e la seconda dal 2004 al 2009 – ma è lecito affermare che anche gli elettori hanno il diritto di dire la propria, al di là dei risultati che possono determinare.

Il diretto interessato, che ha sempre sottolineato la propria estraneità “temperamentale” alla politica urlata, non ha commentato, sino ad oggi, le numerose attestazioni di stima ricevute né tanto meno le critiche che, comprensibilmente, gli sono piovute addosso: un atteggiamento sobrio che, in mezzo a tanti veleni, appare certamente apprezzabile.

Al netto delle accuse mossegli – sulle quali, bene sottolinearlo ancora una volta, sarà la magistratura a decidere – il lavoro compiuto da Giunta fino a oggi è stato, oggettivamente, la testimonianza di quanto contenuto nel programma elettorale: massima attenzione per la vertenza Blutec, vicinanza alla gente, valorizzazione dei talenti e della cultura locali.

Troppo esiguo il tempo che lo ha visto rivestire la carica di sindaco per tracciare bilanci, ma occorre ricordare altresì che Giunta ha ereditato una città traumatizzata dal doloroso addio di Salvatore Burrafato, mitigato dal successivo commissariamento, ed è probabile che, nella richiesta di continuare a guidare il Comune rivoltagli dalla base, sia preponderante la voglia di normalizzare una vita amministrativa che è sempre stata tumultuosa e fallimentare.

Sarebbe opportuno conoscere, in merito, l’orientamento dei lettori, e a tal fine Madonie Notizie lancia un sondaggio, rigorosamente anonimo.

Noi, comunque vadano le cose, la pensiamo come Patti Smith: “People have the power”: è la gente che detiene il potere.

Non certo quello di sostituirsi agli organi inquirenti, per carità, bensì di far sentire la propria voce soprattutto nei momenti in cui poche sono le certezze e le comunità temono il baratro.

IL SONDAGGIO

si può votare fino alle ore 14:55 del 12 aprile 2019

 

SEI D'ACCORDO CHE FRANCESCO GIUNTA RITIRI LE DIMISSIONI?

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