All’indomani dell’adozione della nuova Rete ospedaliera, da parte dell’assessore alla Sanità della Regione Siciliana, Ruggero Razza, nel paesaggio madonita monta la preoccupazione sulla decisione del ministero della Salute di mettere la parola fine sul punto nascite dell’ospedale “Madonna SS. dell’Alto” di Petralia Sottana. A tal proposito oggi pomeriggio, a partire dalle ore 15:00, si terrà un’assemblea pubblica, organizzata da un gruppo di volenterosi madoniti.
Giulia Grillo (M5S), titolare del dicastero in Lungotevere Ripa,  non ha inteso recepire la condizione di disagio – soprattutto nel periodo invernale – per aggiungere, dalle alte Madonie, i presidi più vicini di Nicosia e Termini Imerese.

Preoccupazione che non si è placata del tutto nonostante la nuova “Rete” abbia confermato le istanze dei sindaci madoniti, contenute dell’ultimo Atto aziendale approvato a Corleone ad aprile 2017.

Al “dell’Alto” la nuova programmazione porterà l’ortopedia, dei cardiologi e, cosa di non poco conto, manterrà l’Unità semplice di ginecologia e ostetricia.
Resta da capire come il nuovo Direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni, con le esigue risorse di personale a disposizione,  intenderà garantire le emergenze legate alle donne che si presentano al pronto soccorso e che non sono trasferibili in punti nascita autorizzati.

Da tempo ribadiamo che la soluzione, solo per la gestione delle urgenze,  potrebbe essere quella del ginecologo e del chirurgo “reperibili” (che raggiungono il reparto entro 30 minuti) mentre l’ostetrica/o, – figura di primissimo piano nel percorso –  in servizio h 24, prepara e mette in sicurezza la gestante.

Di tutto questo e di molto altro ancora se ne discuterà con il direttore responsabile de L’Obiettivo, Ignazio Maiorana, domenica 13 gennaio dalle ore 15:00, presso la sede del teatro della Rabba di Petralia Sottana (ex convento dei Cappuccini).

Maiorana, irriverente giornalista e poeta,  Cyrano madonita, attraverso l’arte dell’ironia non si limiterà ad infilzare il  “bisturi”, sarcasticamente, sulle questioni legate al diritto alla salute dei resilienti madoniti; conoscendolo, userà la sua “piuma” per affrontare le innumerevoli criticità che attanagliano il paesaggio.

Dalla “Rabba “ di Petralia Sottana potrebbe iniziare un interessante percorso di presa di coscienza sulla condizione di vita degli ultimi resilienti e, come si legge nell’invito formulato dagli organizzatori,  “intraprendere  delle azioni” per riorganizzarci e far fronte alle ataviche difficoltà.