«Come fa un giovane ad investire in un comune siciliano di mille abitanti, per esempio come Novara di Sicilia, se poi deve pagare le stesse tasse che altrove? Servono le Zone Franche Montane, servono agevolazioni fiscali per salvare tanti piccoli centri dell’isola che altrimenti finiranno dimenticati».
Il monito a ricorrere alla fiscalità di vantaggio, quale “cura” per bloccare l’emorragia demografica, che ha decimato le zone ed interne della Sicilia, non arriva da un politico (come dovrebbe essere!) ma dal mondo scientifico.

A parlare è infatti Andrea Orlando, astrofisico nucleare dell’I.a.s., in prestito ai beni culturali (come egli stesso si è definito). Un uomo di scienza, innamorato della natura, della storia, dell’archeologia, ma con la dote del pragmatismo e della chiarezza.

Ha catturato l’attenzione della platea della sala Prades del castello di Caccamo annunciando anche l’avvio in Sicilia del primo circuito di Archeo Astronomia di tutta Europa, che vedrà protagonista il complesso megalitico dell’Argimusco.

È intervenuto lo scorso 18 maggio al convegno sulle Vie Francigene, organizzato a Caccamo dagli esponenti del territorio del Movimento Cinque Stelle.

Ad ascoltare lo scrupoloso excursus sulle criticità delle aree naturali, dei siti rupestri ed archeologici siciliani c’erano infatti: i deputati dell’Ars Giampiero Trizzino e Valentina Zafarana, la senatrice Loredana Russo, il parlamentare europeo Ignazio Corrao.

Al tavolo di lavoro “Per Antiqua Itinera: prospettive di sviluppo tra natura e cultura” , moderato da Pierfilippo Spoto, sedeva pure il Sottosegretario di Stato Maurizio Santangelo ed i relatori Davide Comunale (per le Vie Francigene) e Giovanni Vultaggio (per il progetto Kalat). Onori di casa fatti dall’assessore alla Cultura del Comune di Caccamo Maria Antonella Liberto.

La proiezione di un filmato mozzafiato, realizzato da Emilio Messina, è stato l’approccio con cui Orlando ha illustrato le potenzialità ed i bisogni di tanti beni di una Sicilia sconosciuta e quanto mai suggestiva.

Dal Parco fluviale dell’Alcantara alle Grotte della Gurfa di Alia, passando per i siti rupestri di Pantalica, Tapsos, Cava Lazzaro, Riparo della Sperlinga, Rocche di Novara (Novara di Sicilia) e Rocca San Marco (Ucrìa).

Con estrema lucidità, non ha mai perso di vista lo sviluppo socio economico ed il miglioramento della qualità di vita dei siciliani; ha sottolineato l’urgenza di tutelare l’ecosistema delle nostre 76 aree naturali, salvaguardandole da comportamenti umani a dir poco inadeguati.

«Non è possibile organizzare gare di Motocross all’interno di una riserva naturale!», dice «serve una segnaletica adeguata per consentire la corretta fruizione dei siti» e di conseguenza utile alla promozione degli stessi.

Per Orlando «si deve insegnare educazione ambientale nelle scuole e la politica deve rivedere la normativa sulle professioni turistiche consentendo l’abilitazione delle guide ambientali», figura che di fatto esiste già, anche se non riconosciuta dall’ordinamento.

Quello di cui parla è un modello di sviluppo turistico che non può lasciare spazio all’inquinamento. «A Tapsos – continua – ci sono ancora le ceneri da petrolchimici e l’area archeologica è inquinata. Ma in Sicilia non abbiamo bisogno del petrolio!»

Che bella sensazione sentirlo affermare da uno studioso!

Abbiamo il sole, il mare, la montagna, siti archeologici unici al mondo: questo è il nostro giacimento! Questo patrimonio può creare migliaia di posti di lavoro. E questo è il punto clou: come?

Le aree di cui parla Orlando sono quasi del tutto sconosciute al grande pubblico. Per molte di esse non esistono né book fotografici né loghi o brand. «In Sicilia ci sarebbe un immenso lavoro anche per fotografi, comunicatori, grafici», posti di lavoro che aumenterebbero a dismisura se si decidesse di ammodernare la rete museale dell’isola, traghettando i nostri allestimenti di fine ottocento alla tecnologia del terzo millennio.

E mentre tra i Nebrodi ed i Peloritani giace da millenni il complesso megalitico dell’Argimusco, luogo d’indicatore equinoziale, che sta per essere inserito in un circuito di astro turismo, oltre ad essere candidato all’Unesco come Geo Parco, Orlando desta gli astanti dal sogno: «servono Leggi che facciano superare gli ostacoli posti dalla proprietà privata, spesso vero impedimento allo sviluppo delle aree».

In sintesi, tutela ambientale, aggiornamento delle norme vigenti in materia turistica, agevolazioni fiscali possono cambiare la nostra vita. Abbiamo oro sotto i piedi! Parola di Andrea Orlando.

Eppure ci ostiniamo a rincorrere la Fiat!