La passione per l’ottica ed un animo solidale hanno spinto Francesca Spitale, 25nne di Gangi, a partire per il Burkina Faso dove ha portato, non solo circa 500 occhiali rigenerati dall’Ottica di famiglia e tre valigioni contenenti farmaci donati dalla comunità madonita, ma anche la sua professione, messa a disposizione dei burkinabé per due settimane. E le notizie, non sempre positive, che arrivano da questi Paesi africani non l’hanno fatta indietreggiare nemmeno di un passo, restando ferma nella sua decisione.

«La cosa più bella di Francesca – racconta la mamma, Caterina Farina -, è stata la sua determinazione nel volere fare questa esperienza, nonostante le notizie non sempre positive che arrivano da questi posti».

Francesca, che dalla sua ha la giovane età, la determinazione ed un animo generoso, è partita alle 3 di notte del 9 gennaio. È stato il fidanzato ad accompagnarla all’aeroporto di Catania. Da qui ha raggiunto Roma, poi Parigi ed infine la capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, dove è arrivata intorno alle 21.

Un’esperienza che la giovane di Gangi ha potuto realizzare grazie alla collaborazione con l’associazione SolidAid Socialcare onlus di Bologna. È partita in compagnia del suo presidente, il dottor Volta. In Burkina Faso, Francesca (che è un ottico, la famiglia svolge questa attività da ben 35 anni) si occuperà di effettuare controlli e visite oculistiche ed ortottistiche presso una clinica gestita da suore nelle vicinanze della città di Ziniaré.

L’associazione SolidAid Socialcare onlus opera in Burkina Faso da 10 anni ed ha come scopo principale la costruzione di pozzi d’acqua utilissimi per questi territori aridi. Opera anche nel settore sanitario fornendo strumentazioni e farmaci agli ambulatori.

«Come Ottica (Ottica Farina, ndr) abbiamo sempre fatto raccolta di occhiali usati – spiega la mamma –, che abbiamo poi dato in beneficenza ai vari missionari in Messico, in Madagascar e in altri Paesi. Nel 2018, Francesca ha pensato di fare un’esperienza diversa, più diretta. Abbiamo così preso contatto con l’associazione SolidAid Socialcare onlus, a cui abbiamo spedito oltre 300 occhiali raccolti, usati e trasformati. Esponendo loro il nostro progetto, ne sono stati entusiasti».

 

Da qui, le fasi per concretizzare questa esperienza: dai vaccini alla pianificazione del viaggio, dalla raccolta di occhiali e farmaci alla decisione di lavorare, seppure per un tempo ridotto, in questi luoghi. Una decisione che la famiglia ha appoggiato pienamente sia in termini affettivi che economici, anche se non senza qualche preoccupazione. Ma l’entusiasmo e la determinazione della figlia hanno dato loro prova che andava sostenuta.

A tutti gli occhiali usati raccolti, il laboratorio ottico di famiglia ha ridato vita pulendoli, cambiando le lenti (per lo più lenti da sole), stringendoli, sistemando la montatura e rendendoli come nuovi.

«Siamo molto soddisfatti di come tutta la comunità madonita abbia risposto ad un nostro post per la raccolta di farmaci da portare lì – dice ancora la signora -. La generosità di questa comunità è stata davvero grande: siamo riusciti a riempire ben tre grandi valigie di farmaci di tutti i tipi, dai termometri a medicine di prima necessità a tanto altro».

«Con Francesca ci sentiamo una volta al giorno per sapere come sta. – conclude la mamma – Abbiamo comunicato con lei ieri sera. È ospite di una comunità di suore e stamattina (10 gennaio) avrebbe raggiunto la postazione di lavoro».

Francesca tornerà a casa il 25 gennaio e saremo lieti di raccontare la sua esperienza.